Guerra russo-ucraina, la Provincia di Viterbo non “ammette” la proiezione del docufilm “Starobelsk. Quei ragazzi non dovevano morire”

Palazzo Gentili sede della Provincia di Viterbo

Il 14 giugno la Federazione di Rifondazione Comunista di Viterbo-Tuscia ha fatto richiesta per l’uso della sala conferenze della Provincia in via Saffi a Viterbo, per la proiezione di un documentario intitolato “STAROBELSK Quei ragazzi non dovevano morire”, con un dibattito a seguire, la presenza online di Paolo Ferrero della Direzione Nazionale del PRC e il giornalista Vincenzo Lorusso.

La richiesta lì per lì è stata concessa, ma evidentemente con qualche distrazione, perché dopo 15 giorni, a poche ore dall’iniziativa, è arrivata una comunicazione della Provincia, cioè del suo apparato politico, che non è “ammessa” la proiezione del documentario, né la produzione di documenti o altri prodotti multimediali sull’argomento, riconducibili all’emittente televisiva russa RT – Russia Today. Non sono ammessi neanche collegamenti da remoto con relatori non preventivamente indicati. Non ci sarebbe neanche da fare molti commenti su un atteggiamento così grave, che in spregio delle libertà costituzionali proibisce una documentazione che può lasciar intravvedere verità ormai criminalizzate e censurate nel nostro paese, poiché potrebbero offrire un punto di vista diverso da quello veicolato dall’attuale governo e purtroppo anche da parte dell’opposizione.

I civili coinvolti nelle guerre sono sempre le vittime principali, per questo noi siamo per la pace, i diritti dei popoli, per l’articolo 11 della nostra Costituzione e quindi perché si giunga finalmente a una trattativa per concludere la guerra tra Russia e Ucraina.
Noi non rinunciamo alla pace, come non rinunciamo a verità occultate e criminalizzate, per cui proietteremo il documentario e faremo il dibattito, come previsto alle 17.30, nella sede della nostra Federazione in via della Molinella 17.

 

Loredana Fraleone
segretaria provinciale di Rifondazione Comunista/SE di Viterbo/Tuscia

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