Il rettore Ubertini: Unitus primo ateneo del centro sud. Partita la richiesta alla Provincia per l’ex caserma dei Vigili del Fuoco

di Luciano Costantini

Due buone notizie per Unitus, ma non solo: la prima arriva praticamente con la fine dell’anno; la seconda verosimilmente arriverà con l’inizio del prossimo. L’Università della Tuscia si piazza al dodicesimo posto in Italia e addirittura sul gradino più alto nella classifica degli atenei del Centro Sud: graduatoria stilata sulla base degli incrementi di qualità nell’arco del 2019. Mica roba da poco. La seconda notizia è il via libera alla richiesta ufficiale di acquisizione dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco di via Oslavia. Il neo rettore Stefano Ubertini, in compagnia del direttore Gianluca Cerracchio, apre la sua prima conferenza stampa giustamente compiaciuto. Snocciola numeri e concetti. Nell’anno che si sta chiudendo Unitus ha beneficiato di un finanziamento complessivo di circa 44 milioni di euro. Duemila in più rispetto all’esercizio precedente. Mille rientrano nel conto 2018, i restanti mille arrivano dalle performances in termini di qualità (600.000 euro) e dall’assunzione di una ventina di ricercatori (400.000 euro). “Tutti giovani e di assoluto profilo professionale”, sottolinea il rettore. Ecco spiegata la brillante classifica che fa di Unitus, l’ateneo leader dell’Italia centromeridionale e lo piazza nella top ten nazionale. Un risultato, ovviamente, non definitivo e che deve invece essere di stimolo per ambire a nuovi traguardi. “Ora – puntualizza  Stefano Ubertini – dobbiamo fare un balzo in avanti verso la internazionalizzazione che deve partire necessariamente da una maggiore e migliore integrazione con la città. Di studenti stranieri ne abbiamo ancora pochi e pochi sono i nostri studenti che vanno all’estero”. Intanto potrà essere preziosa l’acquisizione della vecchia caserma dei vigili del fuoco. “Abbiamo presentato richiesta formale alla Provincia e ci aspettiamo una risposta positiva in tempi brevi”. Il rettore non chiarisce il costo dell’operazione che dovrà essere precisata dal Cda. “Ma – rivela –  dovrebbe aggirarsi tra i 250.000 e i 300.000 euro all’anno per tre anni”. Uno spazio di 3.000 metri quadrati per aule e spazi didattici che dovrebbe potenziare la struttura universitaria integrandola fisicamente con il complesso di Santa Maria in Gradi. “Un’area in più per costruire la città universitaria”.

 

 

 

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