Il Corvo un film reso attuale, anche le situazioni critiche si possono superare

“Il corvo”, film del 1994 diretto da Alex Proyas: anche nelle situazioni più critiche, «non può piovere per sempre». Il Covid-19 non farà eccezione.

l Corvo è un film datato che  merita come minimo una visione; anche se molto famoso e apprezzato potrebbe essere rimasto inesplorato sopratutto dai più giovani. Il regista svolge un lavoro incredibile con la messa in scena; Detroit appare infatti cupa e immersa in una pioggia quasi soffocante. Atmosfere gotiche e misteriose la fanno da padrone; che sia in una strada o in uno stretto vicolo l’ambientazione è sempre di grande fascino. Molto ben rappresentate anche la relazione e la connessione tra Eric e il corvo, che agiscono quasi come una creatura singola condividendo parte dei sensi spostandosi nell’oscurità della notte come due “cacciatori” in cerca della preda. Il Corvo è un misto tra eroe e anti-eroe, uno scontro nella realtà di cui fa parte ma anche uno scontro nel suo corpo; il trucco sulla faccia infatti, riferimento a Pierrot, determina i due lati della sua personalità: dolore e disperazione con un sottile velo di immorale ironia nel farla pagare a chi si mette sulla sua strada. Diretto da Alex Proyas, ispirato da un fumetto e uscito nel 1994, il Corvo è un vero cult del Cinema, uno di quei film che raramente passano inosservati e sono tuttora fruibili a distanza di parecchi anni. Che torna utile vedere in questi tempi in cui l’azione di combattimento è rivolta a un virus che si è immesso sulla nostra strada e stiamo combattendo.

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