Grandi, piccoli, reali o immaginari: il potere dei regali

doni sotto l'albero

Natale è preghiera per chi crede, Natale è gioia per i più piccoli, Natale è vuoto e solitudine per quanti hanno la perdita nel cuore, ma Natale è per tradizione: scambio di regali, sotto l’albero, tra le mure del posto di lavoro, a casa tra amici, di nascosto tra chi non vuol far sapere.

Ma quanti si chiedono cosa rappresenti questo passaggio di oggetti, questa consegna di significati l’uno nelle mani degli altri? Per chi ha voglia di andare oltre il gesto, Marcel Mauss con il suo “Saggio sul dono”, individua tre caratteristiche fondamentali del dono:  “dare, ricevere, ricambiare” Si deve “dare” per mostrare la propria potenza, la propria ricchezza; si è nell’obbligo di “ricevere”, cioè non si può rifiutare il dono, pena  la scomunica della comunità ed il disonore; si deve “ricambiare”, cioè restituire alla pari o accrescendo ciò che si è ricevuto: restituire meno  di ciò che si è ricevuto è un’offesa al donatore.  (MARCEL MAUSS Saggio Sul dono. Forma e motivo dello scambio nelle società arcaiche Einaudi Editore) 

Ma in un momento storico in cui avere e dare è sempre più difficile per molti, forse proprio il dono può far riscoprire il piacere di condividere qualcosa che di materiale ha poco.

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