Go Green: la ricerca CNA per la transizione ecologica accelera i progetti per cambiare la prospettiva

di Luciano Costantini

Si chiama “Go Green” e sostanzialmente è il pool di ricercatori della Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato) che lavora all’evoluzione della categoria sulla strada della transizione ecologica e della tutela ambientale. “Guardiamo le cose da un’altra prospettiva”, il tema della conferenza su bilancio e progetti per la prossima stagione che interesseranno naturalmente gli imprenditori, ma pure soggetti pubblici che intendano sposare e dare gambe alle proposte di rinnovamento illustrate presso l’hub di Lazio Artigiana dal segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia Attilio Lupidi, dal direttore generale della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo Francesco Monzillo, dal vice presidente della “Go Green” Luigi Cuppone e Benedetta Sereni dell’area Sviluppo e Impresa. Seconda edizione alla quale hanno aderito ventiquattro imprese della Tuscia, tra le più disparate nella loro attività – perfino teatro e turismo – che evidentemente credono in un diverso sviluppo, comunque che coniughi ambiente e lavoro, tradizione e progresso, nel segno della sostenibilità. Tanto è vero che molti “prodotti” realizzati dai progettisti del pool derivano da materiali riciclati di provenienza più diversa: lampadari, sgabelli, suppellettili che poi trovano canali commerciali spesso assolutamente inesplorati. Insomma, un “futuro produttivo equo e sostenibile”. Il progetto di “Go Green” nei confronti delle aziende è fissato in quattro punti: “Progettare a più voci tenendo in considerazione esigenze e riflessioni di chi studia e chi plasma ogni giorno; possibilità di confrontarsi su alternative al consumo di massa; recepire le esigenze degli stakeholder interessati a smaltire gli scarti di produzione; avvicinarsi alla transizione ecologica con minori rischi”. “Vogliamo mandare un messaggio chiaro a imprenditori e consumatori”, sottolinea Lupidi. “E vogliamo far sì che ogni scarto si trasformi in ricchezza e valore”, insiste Luigi Cuppone. “Un fattore importante sulla strada della innovazione”, rileva il direttore Monzillo. E’ toccato a Benedetta Sereni formalizzare l’elenco degli imprenditori che hanno aderito al progetto. Settore arredo e design: Laboratorio Linfa di Luigi Cuppone, FuturLegno di Marco Poleggi, Ferrovivo srl, Deco srl, Laboratorio Linfa di Raul Sciurpa. Settore tessile e artigianato artistico: C’era un tessuto di Elisabetta Scipioni, Curaes di Irene Lupi, Maria Vittoria Bordo, il Laboratorio di Erica Moncini, Lai Daniela, Neloo di Roberta Petrini, Sartoria teatrale di Federica Peruzzi, Scalzo Lidia Rita, Slow living di Stefania Pochesci. Settore turismo: Prof. Bozzato Simone, prof.sa Carbone Luisa, Moscatelli Sabrina, Olio Traldi di Francesca Boni, Promo Tuscia, prof. Urbani Tony. Settore comunicazione: Ercolani Daniele, Muzzi Daniele, Sansone Vanessa-teatro San Leonardo, Satulli Luca.

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