Riceviamo e pubblichiamo
A pochi giorni dal nostro comunicato stampa sullo stato di abbandono dello stadio comunale “R. Fioravanti”, e dopo il forte dibattito pubblico che ne è seguito insieme alla mobilitazione della nuova realtà sportiva tuscanese e alla petizione popolare promossa per salvare lo storico impianto cittadino, nella mattinata di venerdì il Comune di Tuscania ha dato avvio a una prima attività di pulizia dell’area esterna e del campo sportivo, intervenendo sull’erba infestante che da mesi cresceva senza controllo tra il parcheggio, l’ingresso e le adiacenze del terreno di gioco.
Non sappiamo se sia stato il nostro intervento, se sia stata la pressione dell’opinione pubblica o se semplicemente qualcuno si sia accorto che uno degli impianti sportivi più importanti della città stava diventando più simile a un terreno incolto che a uno stadio comunale. Sappiamo però una cosa: fino a pochi giorni fa tutto era fermo, oggi qualcosa si è mosso.
Ed è proprio questo il senso dell’azione politica che portiamo avanti: non fare polemica fine a sé stessa, ma portare i problemi sotto gli occhi di tutti affinché qualcuno si senta finalmente chiamato a risolverli.
Per questo registriamo positivamente questo primo intervento, ma senza entusiasmo fuori luogo. Perché il taglio dell’erba non può essere raccontato come un’impresa straordinaria né tantomeno come la soluzione del problema. Se bastava così poco, allora viene spontaneo chiedersi perché si sia aspettato tanto.
Il “R. Fioravanti” continua ad avere bisogno di manutenzione vera, di interventi strutturali e soprattutto di una scelta chiara sul suo affidamento. Perché gli impianti sportivi non si conservano chiudendoli e aspettando che il tempo faccia il suo corso: si conservano aprendoli, facendoli vivere, affidandoli a chi ogni giorno li cura e li anima.
«Siamo soddisfatti che qualcosa finalmente si sia mosso – dichiara il capogruppo Alessandro Tizi – ma non possiamo far finta che sia normale arrivare a questo punto per vedere un decespugliatore in azione. Questo intervento resta insufficiente e soprattutto arriva tardi. Se per ottenere un minimo di manutenzione è servito un comunicato stampa, una petizione e giorni di discussione pubblica, allora il problema non era la possibilità di intervenire ma la volontà di farlo. L’Amministrazione Comunale è nel caos, lo vediamo quotidianamente e lo dimostra l’incertezza con cui non amministra questa città. Per questo chiederemo un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza: le risposte devono arrivare pubblicamente e non nei corridoi».
Ora però attenzione a non confondere il taglio dell’erba con una strategia per lo sport. Perché i giovani di Tuscania non hanno bisogno di fotografie del “prima e dopo” o di interventi fatti all’ultimo minuto per spegnere le polemiche: hanno il diritto di avere spazi sportivi veri, accessibili e funzionanti. Hanno il diritto di crescere, allenarsi e stare insieme senza dover assistere al lento degrado di strutture che appartengono alla comunità.
Se per far pulire uno stadio è servita una polemica pubblica, allora forse il problema non era l’erba troppo alta. Continueremo a fare rumore finché non arriveranno scelte vere. Perché il “R. Fioravanti” non deve diventare il monumento all’abbandono amministrativo di questa città, ma tornare ad essere ciò che è sempre stato: il luogo dove si costruiscono sport, comunità e futuro.
Tuscania Delle Idee






















