Giovanni Pascoli a Barga. La vita di un poeta nella sua casa

Giovanni Pascoli a Barga

Quando un poeta come Gordiano Lupi, le cui opere sono già presenti nel canone della poesia contemporanea, sceglie di dedicare la sua voce a un luogo e al suo nume tutelare,  Giovanni Pascoli, chi leggerà il libro saprà trovarsi di fronte a un’opera non solo letteraria, ma anche di profonda e sentita eredità spirituale. (prefazione Cristina de Vita)

Giovanni Pascoli a Barga è una vera immersione lirica nel paesaggio e nella memoria che hanno plasmato l’ultima, intensa stagione del poeta di San Mauro. Lupi scrittore si muove con la visione delicata del conoscitore tra i sentieri battuti da Pascoli  non limitandosi  alla citazione o al ricordo didascalico; bensì  utilizza Barga come una cassa di risonanza, amplificando il fanciullino pascoliano attraverso una sensibilità moderna e vibrante.

Gordiano Lupi coglie nella sua opera la malinconia di Pascoli, la sua distanza dalla mondanità, e la traduce in versi che sanno di terra e di quiete. Le sue poesie  esplorano temi di natura, emozione e memoria con delicatezza e profondità, riservando una esperienza intensa per gli appassionati della poesia di Giovanni Pascoli. 

Un omaggio a Giovanni Pascoli a 170 anni dalla nascita (San Mauro di Romagna il 31 dicembre 1855). Un eloquio a una delle sensibilità umane più complesse e a una delle voci poetiche più singolari del Novecento. (S.G.)

Dalla raccolta di poesie, l’essenza.

Tutto questo lo chiamo poesia
Mi affaccio, guardo dall’altana,
una conca tutta verde che declina
da levante a ponente, tra le alture,
carezze di sole, lembi di gelo.
Una catena di monti boscosi,
un fiume che serpeggia ai piedi
d’altri monti brulli, sfaccettati,
azzurri che sembrano diamanti,
poi solo il verde, foglie nel vento,
ricordo d’un antico lago, pioppi,
salici, ontani, castagni, querce,
alberi da frutta, lunghi cipressi neri,
tutto questo lo chiamo poesia.

 

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