Giornata di studi all’Unitus: La rappresentazione sociale della violenza di genere”in live streaming

Lunedì 22 marzo il Dipartimento di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi della Tuscia ospiterà online la giornata di studi “TRE VOLTE VITTIMA. La rappresentazione sociale della violenza di genere”. Un’importante occasione di dibattito e confronto tra studiosi e professionisti, nel corso della quale verranno presentati i risultati del progetto “STEP-Stereotipo e pregiudizio. Per un cambiamento culturale nella rappresentazione di genere in ambito giudiziario, nelle forze dell’ordine e nel discorso dei media”, realizzato dall’Università degli Studi della Tuscia, in partnership con l’Associazione Differenza Donna ONG e con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.
Il progetto, sotto la direzione scientifica della Prof.ssa Flaminia Saccà, ha indagato gli stereotipi e i pregiudizi di genere che caratterizzano la rappresentazione della violenza maschile contro le donne in ambito giudiziario, attraverso l’analisi di 283 sentenze, e nel linguaggio dei media, mediante l’analisi di un corpus di 16.715 articoli di giornale. In una seconda fase, con l’Associazione partner Differenza Donna, ha avuto avvio un’intensa attività di formazione rivolta a magistrati, avvocati, forze dell’ordine e giornalisti.
Dalla ricerca è emerso come i maltrattamenti familiari rappresentino da soli circa la metà dei reati di violenza contro le donne (51%), lo stalking il 30,7%, la violenza sessuale il 17,1%, il femminicidio lo 0,7%). Quindi il pericolo, per le donne, proviene principalmente dall’ambito domestico-familiare. Tuttavia, nella rappresentazione sociale della violenza contro le donne restituitaci dalla stampa il reato più diffuso e problematico è lo stalking con ben il 53,4% degli articoli, seguito dai casi di omicidio/femminicidio (44,5%). E solo al terzo posto, con uno scarso 14%, troviamo la violenza domestica, ovvero i maltrattamenti familiari che invece, come abbiamo visto, rappresentano la larga maggioranza dei reati contro le donne. Quasi come se la violenza domestica fosse vissuta come un problema minore. Una non notizia. Un fenomeno fisiologico alle dinamiche di coppia. Una normalizzazione della violenza che rischia di lasciare le donne più sole e più indifese.
Inoltre, quando la violenza contro le donne si consuma all’interno di un rapporto di prossimità è facile che – sia nel racconto della stampa, sia nelle sentenze giudiziarie – essa venga ricondotta alla gelosia, ad un raptus improvviso o ad un rapporto di coppia conflittuale. In quest’ultimo caso, la violenza viene narrata come estrema conseguenza di un litigio, con l’effetto di rendere entrambi i partner responsabili dell’accaduto e, ancora una volta, di normalizzare i comportamenti violenti di cui le donne sono vittime.
La deresponsabilizzazione del maltrattante è una costante. Sia nella rappresentazione della violenza sulla stampa che nelle aule giudiziarie, frutto di una cultura che rende tabù ancora l’atto di accusa di una donna nei confronti dell’uomo che la maltratta.
All’evento saranno presenti per i saluti istituzionali il Prof. Stefano Ubertini, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi della Tuscia, la Prof.ssa Daniela Di Ottavio, Referente del Rettore per l’Inclusione e l’Equità, la Prof.ssa Tiziana Laureti, Direttrice del Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa.
I lavori si apriranno alle ore 10.30 con la tavola rotonda dal titolo “TRE VOLTE VITTIMA. La rappresentazione sociale della violenza di genere”, moderata da Maria Novella De Luca (Repubblica), che ospiterà gli interventi della Prof.ssa Flaminia Saccà, direttrice del Progetto STEP e presidente del Corso di Laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università della Tuscia e della Dott.ssa Elisa Ercoli, Presidente dell’Ass.ne Differenza Donna ONG. I lavori della tavola rotonda termineranno con la presentazione del sito Internet dedicato al progetto STEP e dei video realizzati per divulgare i risultati della ricerca.
Alle 11.45 avrà inizio la seconda tavola rotonda della giornata: “L’analisi delle sentenze: i risultati della ricerca”, nel corso della quale interverranno la Prof.ssa Fabrizia Giuliani, dell’Università di Roma “La Sapienza” e consulente linguista nel progetto STEP, e il Dott. Luca Massidda, dell’Università degli Studi della Tuscia.
Alle 12.30 è prevista l’ultima sessione della mattinata, dal titolo “Empowering woman: la sfida che ci attende”, che vedrà come ospite la Dott.ssa Linda Laura Sabbadini, chair di Women20, intervistata da Chiara Severgnini, giornalista del Corriere della Sera.
Alle 15.00 inizieranno i lavori della sessione pomeridiana, con la tavola rotonda “Le criticità nella trattazione penale della violenza contro le donne”, che riunirà gli interventi dell’Avv. Teresa Manente dell’Ufficio Legale di Differenza Donna ONG, della Dott.ssa Maria Rosaria Covelli, Presidente del Tribunale di Viterbo, della Dott.ssa Paola Conti, Sostituta Procuratrice del Tribunale di Viterbo, della Dott.ssa Maria Monteleone, già Procuratrice aggiunta di Roma e della Dott.ssa Annamaria Picozzi, Procuratrice aggiunta di Palermo. A moderare i lavori sarà il Dott. Michele Negri dell’Università degli Studi della Tuscia.
Alle 17.00 è prevista l’ultima tavola rotonda della giornata: “La società e i media: i risultati della ricerca”. Modererà i lavori la Dott.ssa Donatella Selva, dell’Università degli Studi della Tuscia e interverranno la Dott.ssa Rosalba Belmonte, dell’Università degli Studi della Tuscia, la Dott.ssa Silvia Garambois, dell’Ass.ne Gi.U.Li.A. e la Dott.ssa Sara Segatori, Giornalista del TG3.
L’evento sarà trasmesso in live streaming attraverso la piattaforma ZOOM, all’indirizzo: https://unitus.zoom.us/j/94093277609
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