Germana Belardinelli e il suo modo di rapportarsi con la diversità

Per le interviste estive di SUperAbile al Bomber Beach, Germana Belardinelli parla del rapporto speciale che lo lega al padre Lorenzo, sordo, ma anche dell’associazione CODA Italia (Children of deaf adults) di cui è socia e in generale del modo di rapportarsi con le diversità.
“Mio padre desiderava che io segnassi per entrare nel suo mondo”. Germana Belardinelli, per le interviste al Bomber Beach, parla del suo rapporto speciale che lo lega al padre, Lorenzo, sordo, ma anche dell’associazione CODA Italia.
Laureata in farmacia a Siena, impiegata nel punto vendita del Dott. Greco al Lido, con lo stabilimento balneare di famiglia da gestire (Gravisca), la 35enne tarquiniese ammette:  “Alcune volte, quando mio padre è in compagnia dei suoi amici mi sento un pesce fuor d’acqua. Vederlo dover spiegare ogni volta che sono udente e non segno, fa sentire me la diversamente abile.-Per fortuna – prosegue Germana – il suo handicap non gli ha mai impedito di realizzare ciò in cui credeva. Ha avuto una splendida carriera professionale, ha praticato la pallamano ad alti livelli, ha avuto molte onorificenze in ambito sportivo, l’ultima in ordine di tempo la Stella di Bronzo al Merito Sportivo, lo scorso 3 agosto 2020 dal presidente del CIP Luca Pancalli, senza che questo potesse influenzare la mia crescita. Da piccola, come è immaginabile, queste cose non si capiscono. Ma in cuor suo credo che volesse che segnassi per non farmi sentire isolata in mezzo ai suoi amici: era un modo per entrare nel suo mondo. Di Coda Italia che dire? E’ un’associazione nazionale di cui ne fanno parte i figli dei genitori sordi ed alla quale anche io sono iscritta. La presidente è Gloria Antognozzi mentre la vice presidente è Susanna Di Pietra, nota al pubblico per aver assicurato la traduzione nella lingua dei segni nelle conferenze COVID della Protezione Civile. Un servizio fondamentale per gli oltre 60 mila sordi in Italia. Mi piacerebbe ospitare un evento CODA anche a Tarquinia: vedremo tutti insieme, il prossimo anno, se le condizioni lo consentiranno. La disabilità? Più che di disabilità parlerei di diversità. Ammiro il modo con cui ragazzi e ragazze che hanno alcune difficoltà fisiche, riescono a lottare ogni giorno per non lasciarsi andare ad un destino non felicissimo. Ma che anzi sono rinate dalle sventure che hanno avuto. Nutro grande rispetto per loro che si interfacciano quotidianamente con gli ostacoli non solo materiali ma anche culturali della nostra società, ultimamente troppo impegnata ad seguire comportamenti ed atteggiamenti stereotipati, facili conquiste, il guadagno morale immediato. Piuttosto che lavorare sodo, facendo sacrifici per guadagnarsi il nostro ordinario. Che spesso fa rima con futilità”.

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