La Corte Penale Internazionale ha condannato Netanyahu e Gallant per crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Quello di Israele è quindi un governo criminale, che attacca le missioni umanitarie e non-violente in paesi terzi, e che massacra i civili anche con l’arma della fame perseguendo una vera e propria sostituzione etnica. Il governo Meloni invece accoglie in casa, in Sardegna e nelle Marche, i militari israeliani che vengono in vacanza dopo le operazioni genocidarie a Gaza, con tanto di scorta italiana. In pratica, anziché rispettare la nostra Costituzione, dà protezione a un governo ufficialmente dichiarato terrorista dal massimo tribunale internazionale. E quando i volontari della “Global Sumud Flotilla” chiedono protezione per una missione umanitaria il Ministro Tajani, anziché applicare il diritto in tema di protezione internazionale, risponde che non si può fare nulla. Fortunatamente c’è chi si indigna, e il risultato è che l’Italia è attraversata da Nord a Sud da imponenti movimenti della società civile contro il genocidio palestinese e a sostegno della più grande azione umanitaria internazionale partita dal basso.
E allora perché a Viterbo nessun politico locale, nessun amministratore, nessun consigliere di maggioranza o di opposizione parla di questo? Perché nessuno sollecita una posizione ufficiale e istituzionale da parte del Comune di Viterbo? Perché anche sulla stampa viterbese alle continue e partecipate manifestazioni a sostegno del popolo palestinese viene riservato così poco spazio (magari a vantaggio di notizie di cronaca o cultura nostrana)? Forse ciò accade perché a Viterbo c’è un’azienda che collabora con l’entità sionista, vendendo componenti per uso militare? Forse perché l’Università della Tuscia continua a mantenere collaborazioni con Università israeliane? Forse perché siamo stati da tempo una città di militari, rassegnati a subire ordini impartiti dall’alto? Forse perché anche dalle nostre parti sono tanti i nipotini di Almirante (quello a cui abbiamo intitolato persino una strada), gli stessi che al governo si muovono come sudditi di Nato e USA? Forse perché anche l’opposizione locale ha i suoi scheletri nell’armadio (nella festa cittadina del Pd ci sono molti bei dibattiti, ma nessuno sulla guerra, e quando i giovani democratici hanno preso posizione contro Tajani il loro stesso partito li ha pubblicamente condannati)? Ci fermiamo qui, con le ipotesi. In ogni caso, fosse vera anche soltanto una di queste risposte, significherebbe che Viterbo rimane indifferente rispetto a un genocidio di dimensioni enormi.
Noi di Rifondazione Comunista invece sgombriamo il campo da ogni equivoco: 1) condanniamo il governo genocidiario Netanyahu, 2) chiediamo al nostro governo e a tutte le Istituzioni locali di interrompere ogni collaborazione con Israele, 3) pretendiamo il rispetto della nostra Carta Costituzionale in materia di protezione internazionale di tutti i nostri connazionali a bordo della “Global Sumud Flotilla”. Sul territorio continueremo inoltre la nostra protesta nelle strade e tra le istituzioni, aderendo anche alla fiaccolata di venerdì 12 settembre a Ronciglione, organizzata da “La Tuscia in cammino per Gaza”. Confidiamo che istituzioni, partiti e società civile si pronuncino al più presto. Siamo di fronte a un passaggio cruciale della storia dell’umanità, e quindi abbiamo tutti la responsabilità storica di prendere una posizione chiara: se stare dalla parte dei palestinesi, o dalla parte di chi commette un genocidio.
Luigi Telli
Partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea) – Circolo di Viterbo





















