FdI propone il riconoscimento Unesco per S.Martino al Cimino

Un sogno che potrebbe diventare una bellissima realtà.
Fratelli d’Italia, in una conferenza stampa ufficiale, lancia la sua proposta per rilanciare il turismo e l’economia della Tuscia: candidare San Martino a patrimonio mondiale Unesco.
“Si tratta di un progetto che potrebbe sembrare un’utopia ma che, in realtà, si basa sui quattro presupposti concreti che la contraddistinguono come Città di Fondazione. – spiega il capogruppo Paolo Bianchini.
Innanzitutto la Committenza: San Martino nasce dal nulla dalla diretta volontà di Donna Olimpia Maidalchini, che ne ordinò la realizzazione.
In secondo luogo, la prestigiosa firma dell’architetto progettista Francesco Borromini, la morfologia della pianta che rispecchia quella di Piazza Navona ed infine l’elemento caratterizzante, ossia l’Abbazia Cistercense con facciata in puro stile Barocco.
Si tratta dei punti di forza che hanno reso possibile il riconoscimento Unesco anche per Pienza e Sabbioneta, proprio in virtù della loro natura di città di fondazione, alle quali San Martino non ha nulla da invidiare, né per l’importanza della committenza, né per quella dell’artefice, non per la morfologia o per la presenza di eccellenze architettoniche.
La figura di Donna Olimpia Pamphili e di Francesco Borromini, la morfologia che lascia risuonare quella di piazza Navona e il caso unico di un’abbazia cistercense con facciata barocca sono elementi possono tranquillamente permettere di affrontare e vincere questa battaglia.
Altro elemento di unicità di san Martino è la presenza delle case a schiera, primo caso al mondo che rappresenta, dunque, un ulteriore elemento di forte caratterizzazione del borgo.
Per quanto riguarda il portabandiera del progetto, la nostra idea è di coinvolgere il massimo esperto del barocco e del Borromini, un architetto di fama mondiale che, a più riprese, ha dimostrato il suo amore per la Tuscia, nella quale ha scelto di vivere: Paolo Portoghesi.”
In definitiva, il riconoscimento Unesco di San Martino e la possibilità di istituire un circuito virtuoso insieme a Villa Lante, Roccalvecce ed il Polo Museale cittadino, insieme, a san Pellegrino, permetterebbero di innescare, finalmente, quel mix di promozione e visibilità che restituirebbero a Viterbo il ruolo di primo piano che merita tra le mete turistiche per eccellenza in ambito sia nazionale che internazionale.
L’inserimento di San Martino al Cimino nel circuito delle città di fondazione riconosciute dall’Unesco, insomma, non sarebbe una vittoria solo per la Tuscia ma per l’intera cultura italiana, in quanto chiuderebbe naturalmente un ciclo plurisecolare affiancando a Pienza e Sabbioneta, centri del XV e XVI secolo, una città barocca.

Fratelli d’Italia – Viterbo

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