Luglio è arrivato e, puntuale come ogni anno, si porta dietro quel senso di spossatezza diffusa, le gambe che sembrano fatte di piombo e la pressione che decide di fare i bagagli e andare in vacanza prima di noi. La raccomandazione che sentiamo ripetere ovunque, quasi come un mantra, è sempre la stessa: “D’estate bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno”.
Ma quante volte vi è capitato di seguire alla lettera questo consiglio, passare la giornata con la borraccia in mano e ritrovarvi comunque stanchi, con il mal di testa e, ironia della sorte, ancora più gonfi?
Da nutrizionista, in questo periodo dell’anno mi trovo spesso a spiegare un concetto fondamentale: l’idratazione non è un semplice calcolo matematico di liquidi introdotti. Bere tanto, da solo, a volte non basta. Anzi, può persino essere controproducente. Vediamo perché e come rimediare davvero.
La trappola dell’acqua “vuota”
Quando sudiamo a causa dell’afa di luglio, il nostro corpo non perde solo acqua, ma elimina enormi quantità di elettroliti, in particolare sodio, potassio e magnesio. Questi minerali sono i veri “registi” delle nostre cellule: regolano la pressione arteriosa, la contrazione muscolare e la trasmissione nervosa.
Se in una giornata caldissima beviamo litri di acqua oligominerale (quindi povera di sali) senza reintegrare i minerali persi, rischiamo di diluire ulteriormente i pochi elettroliti rimasti nel sangue. Il risultato? Il corpo, per difesa, trattiene i liquidi negli spazi extracellulari (ed ecco che compaiono gambe e caviglie gonfie) mentre le cellule rimangono, paradossalmente, disidratate. La stanchezza che provate non è pigrizia: è una cellula che sta urlando per avere minerali.
L’idratazione che si “mangia”
Come possiamo fare, allora, per idratarci a fondo e ritrovare l’energia? La risposta è nell’acqua biologica, ovvero l’acqua strutturata che si trova naturalmente all’interno dei vegetali freschi.
A differenza dell’acqua in bottiglia, l’acqua contenuta nella frutta e nella verdura di luglio è già naturalmente ricca di potassio, magnesio, vitamine e antiossidanti. Viene assorbita più lentamente dal nostro intestino, garantendo un’idratazione cellulare prolungata e costante.
I tre migliori alleati di questo mese, facilissimi da trovare sui banchi dei nostri mercati, sono:
- Il cetriolo: Composto per il 96% da acqua, è un concentrato di potassio e acido tartarico, eccezionale per contrastare la ritenzione idrica.
- La zucchina: Altamente digeribile, restituisce minerali preziosi al sistema muscolare, allontanando i crampi da calore.
- Il melone o l’anguria: Perfetti per uno spuntino di metà pomeriggio per tirare su la pressione, purché consumati nelle giuste quantità per non creare picchi glicemici.
3 Consigli pratici per svoltare il mese di luglio
Per uscire dalla trappola della spossatezza estiva, vi lascio tre piccole strategie da applicare da oggi stesso:
- Non aspettate lo stimolo della sete: La sete è un segnale d’allarme tardivo; significa che il corpo è già parzialmente disidratato. Sorseggiate piccoli quantitativi d’acqua durante tutta la giornata, anziché scolarvi un litro intero tutto in una volta.
- Sfruttate le acque aromatizzate fatte in casa: Se l’acqua “liscia” vi annoia, preparate una caraffa lasciando in infusione in frigorifero per una notte delle fette di cetriolo, limone e qualche foglia di menta fresca. Diventerà una bevanda remineralizzante, senza zuccheri aggiunti ma ricca di gusto e principi attivi drenanti.
- Salate con intelligenza: D’estate il sale non va demonizzato del tutto. Se soffrite di pressione molto bassa e sudate tanto, un pizzico di sale marino integrale (che contiene uno spettro completo di minerali) sui vostri piatti estivi è necessario per aiutare il corpo a trattenere l’idratazione nei tessuti giusti.
Riprendersi le proprie energie a luglio non è una questione di integratori miracolosi, ma di scelte quotidiane consapevoli. Portiamo a tavola i colori e l’acqua della stagione: il vostro corpo vi ringrazierà!
*La dottoressa Gemma Moscioni, Biologa Nutrizionista, laureata in Biologia cellulare e molecolare presso l’Università degli Studi della Tuscia (110 cum laude), successivamente perfezionata con Master Universitario di II livello in: “Nutrizione personalizzata, basi molecolari e genetiche”, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata (110 cum laude). Ha sviluppato competenze riguardanti la Nutrizione personalizzata e la Nutrigenetica, focalizzandosi sul ruolo che gli alimenti hanno nell’espressione genica dell’individuo.
Attualmente lavora come Biologa Nutrizionista a Viterbo e provincia e affianca alla libera professione l’insegnamento dell’educazione alimentare. Si occupa di problemi del disturbo alimentare nell’adolescenza.
Studio: Viterbo – via Friuli, 18
Contatti: 329 536 6678
www.biologamoscioni.it
Pagina Fb: Dott.ssa Gemma Moscioni – Biologa Nutrizionista
Email: bionutrizione.moscioni@gmail.com

























