Entrare in una farmacia o in un supermercato oggi significa trovarsi di fronte a pareti intere di flaconi colorati: vitamine, minerali, estratti vegetali e amminoacidi. Il mercato degli integratori alimentari è in costante crescita, alimentato dalla promessa di una salute “ottimizzata” e di un’energia inesauribile. Ma in questo mare di offerte, una domanda sorge spontanea: ne abbiamo davvero bisogno?
La “fame nascosta”
Viviamo in un’era di apparente abbondanza alimentare. Eppure, la scienza nutrizionale evidenzia spesso quella che definiamo “fame nascosta“. Si tratta di una condizione in cui, pur assumendo calorie a sufficienza (o in eccesso), l’organismo risulta carente di micronutrienti essenziali. Le cause sono molteplici: terreni impoveriti dalle colture intensive, consumo eccessivo di cibi ultra-processati e uno stile di vita frenetico che sacrifica la varietà a tavola.
Tuttavia, è fondamentale distinguere due concetti spesso confusi: il fabbisogno (ciò che ci serve per stare bene) e la carenza (uno stato deficitario che genera un danno).
Quando l’integratore è un alleato prezioso
L’integrazione non è una moda, ma uno strumento biochimico potente quando inserito in un contesto specifico. Esistono “finestre” biologiche e situazioni cliniche in cui l’integrazione è necessaria, vediamo insieme quali sono:
- Fasi della vita: L’acido folico in pre-concepimento e gravidanza è il gold standard per la prevenzione di malformazioni neonatali.
- Scelte etiche o religiose: Chi segue una dieta vegana deve necessariamente integrare la vitamina B12, fondamentale per il sistema nervoso e la formazione dei globuli rossi.
- Carenze ambientali: La vitamina D, sintetizzata principalmente attraverso l’esposizione solare, risulta carente in gran parte della popolazione europea durante i mesi invernali, rendendo spesso necessaria una supplementazione prescritta.
- Sport e performance: In caso di carichi di lavoro atletico elevati, il turnover di elettroliti e antiossidanti può superare quello che la sola dieta riesce a fornire.
L’illusione della “pillola magica”
Il rischio maggiore oggi è il fai-da-te. Molti consumatori utilizzano gli integratori come una sorta di “indulgenza plenaria”: mangio male, non dormo e sono stressato, ma la pillola multivitaminica compenserà tutto.
Non è così. L’integratore, come dice la parola stessa, integra (completa) una dieta che deve essere già di per sé equilibrata. Inoltre, la biodisponibilità è un fattore chiave: non tutti i minerali sono assorbiti allo stesso modo. Un magnesio di bassa qualità, ad esempio, potrebbe causare solo fastidi intestinali senza mai raggiungere i tessuti dove è realmente necessario.
Sicurezza e Interazioni
Da nutrizionista, il mio compito è anche avvertire dei rischi. Assumere integratori senza controllo può portare a:
- Sovradosaggi: Le vitamine liposolubili (A, D, E, K) si accumulano nei tessuti e possono diventare tossiche se assunte in eccesso.
- Interazioni farmacologiche: es. l’erba di San Giovanni (Iperico) può annullare l’effetto della pillola anticoncezionale; il pompelmo può interferire con le statine; la Vitamina K può contrastare i farmaci anticoagulanti.
Il metodo corretto
Quindi, integratori sì o no? La risposta è: Sì, se necessari e personalizzati.
Prima di acquistare l’ultimo prodotto pubblicizzato sui social, il consiglio è di procedere con ordine:
- Analisi: Valutare con un professionista i propri esami ematochimici e il proprio diario alimentare;
- Qualità: Scegliere formulazioni che garantiscano un alto assorbimento e purezza delle materie prime (attraverso il professionista);
- Monitoraggio: L’integrazione deve avere un inizio e una fine (o dei cicli), non deve essere un’abitudine a vita senza una ragione clinica.
La salute si costruisce soprattutto tavola. L’integratore è la “rifinitura” di un edificio che deve avere fondamenta solide fatte di cibo vero, movimento ma anche riposo.
Un augurio speciale
In questo periodo di festa, il mio augurio per voi è di ritrovare il piacere della convivialità e del cibo vero. Che queste festività siano l’occasione per nutrire non solo il corpo con i sapori della tradizione, ma anche lo spirito con il calore degli affetti.
Felice, e in salute, anno nuovo a tutti i lettori di TusciaUp!
*La dottoressa Gemma Moscioni, Biologa Nutrizionista, laureata in Biologia cellulare e molecolare presso l’Università degli Studi della Tuscia (110 cum laude), successivamente perfezionata con Master Universitario di II livello in: “Nutrizione personalizzata, basi molecolari e genetiche”, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata (110 cum laude). Ha sviluppato competenze riguardanti la Nutrizione personalizzata e la Nutrigenetica, focalizzandosi sul ruolo che gli alimenti hanno nell’espressione genica dell’individuo.
Attualmente lavora come Biologa Nutrizionista a Viterbo e provincia e affianca alla libera professione l’insegnamento dell’educazione alimentare. Si occupa di problemi del disturbo alimentare nell’adolescenza.
Studio: Viterbo – via Friuli, 18
Contatti: 329 536 6678
www.biologamoscioni.it
Pagina Fb: Dott.ssa Gemma Moscioni – Biologa Nutrizionista
Email: bionutrizione.moscioni@gmail.com


























