EFF: Marco Bellocchio, l’Arco di Platino e la sua lezione di stile

di Luciano Pasquini

Ci siamo abituati a vedere Marco Bellocchio presenziare con il suo calore e la sua calda semplicità i Festival di qualità che ormai amano la Tuscia, come ha dichiarato il giornalista di Repubblica Antonio Tricomi: “Marco Bellocchio è il più grande regista italiano vivente. I suoi film non appartengono ad alcun genere codificato, tanto forti sono lo stile e la personalità: sono i suoi film, Ed è molto difficile dire quali sono i migliori”. Per premiarlo in una arena calda ed affollata come sempre, quella di piazzale Frigo a Montefiascone martedi 23 luglio lo sponsor dell’evento Italiana Assicurazioni,rappresentato da  Luca Colombano direttore centrale distribuzione che è giunto da Milano appositamente per consegnargli l’Arco di Platino. Una serata degna del maestro che subito dopo la premiazione, si è concesso in un’intima intervista coordinata dai due direttori del festival dove ha ripercorso tutti i punti più importanti della sua lunghissima carriera. Il suo ricordo è pure andato ad Andrea Camilleri, “È stato il mio primo e indimenticabile professore al Centro Sperimentale, se oggi faccio il regista, lo devo a lui”, al racconto di come nasce la sua regia e la sua curiosità “Mi piace sperimentare, anche a costo di sbagliare, voglio sempre provare cose nuove. E alla fine apprezzamento per “Festival come l’Est Film Fest con il significato della parola:”Danno la possibilità ai registi emergenti di farsi conoscere al grande pubblico. E’ qui che si ritrovano i film più vivi e vivaci.”
Subito dopo l’incontro-intervista è stato proiettato l’opera prima del regista “I Pugni in Tasca” del 1965, nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna. E’ trascorso oltre mezzo  secolo ma è sempre e soprattutto un film di Bellocchio.

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