Edoardo Leo rapisce il pubblico dell’Unione con il suo Pinocchio

Cristiano Politini

Se c’è una fiaba che tutti noi conosciamo, che da bambini ci siamo sentiti raccontare e abbiamo potuto apprezzare anche in tv, di certo è la storia di Pinocchio.

In un Teatro dell’Unione tutto esaurito, “Pinocchio” è stato riletto da Edoardo Leo, attore, sceneggiatore e regista italiano, che ha permesso ai grandi e ai più piccini di rimanere incantanti nella lettura del più grande fantasy italiano di sempre.

L’attore romano è stato accompagnato nella lettura dalle celebri musiche di Fiorenzo Carpi, le stesse ascoltate nella versione vista in televisione nel 1972 di Luigi Comencini, qui interpretate dall’Orchestra Giovanile di Roma, diretta dal Maestro Vincenzo Di Benedetto.

Leo ha spiegato che Pinocchio, oltre a essere una fiaba immortale e conosciuta in tutto il mondo, è una storia che accompagna i genitori nel rapporto di tutti i giorni con i propri figli. Infatti, fa notare che molti dei modi di dire che troviamo nell’opera di Carlo Collodi sono diventati d’uso nel linguaggio quotidiano: dallo scolaro “somaro”, al “paese dei balocchi”, fino ad arrivare al “gatto e alla volpe”. La favola in musica è partita con una narrazione vivace e incalzante di Edoardo Leo che sin dalle prime battute ha incantato i presenti. Peculiarità della sua magistrale interpretazione sono stati i dialetti dei vari personaggi: Pinocchio si esprime in fiorentino, La Fata dai capelli turchini e il grillo hanno un accento del nord Italia, e Lucignolo parla il dialetto romano.

Edoardo Leo ha concluso lo spettacolo tra i meritati applausi in un Teatro Unione sold out, dopo aver tenuto magistralmente il palco per più di un’ora, conquistando e facendo divertire il pubblico attraverso una lettura energica e dinamica del fantastico mondo del burattino più famoso del mondo.

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