Donne e Dee dell’antica Etruria al Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz

In occasione dell’8 marzo un viaggio alla scoperta delle Donne e delle Dee dell’antica Etruria. Con la visita di un luogo straordinario, il Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo.

Se pensiamo allo stato della donna nelle civiltà antiche, nel nostro immaginario si profila la figura di una donna subalterna rispetto all’uomo, e il cui compito è soprattutto quello di curare le attività domestiche, o comunque di attendere a occupazioni tipicamente femminili.
Non era così, invece, per la donna etrusca: nessun altra donna come quella etrusca godette di un grado tanto alto di emancipazione, libertà e autonomia. “Le donne etrusche”, “sapevano essere custodi del focolare”, ma allo stesso tempo erano in grado di “tenere a bada la folla di servi e domestici. Semplicemente, a differenza di Penelope e Andromaca, esse non si accontentavano di attendere pazientemente a casa il ritorno degli sposi, ma prendevano legittimamente parte a tutti i piaceri della vita”.

Nella visita potremo immaginarci la vita di tutti i giorni nelle ricostruzioni delle case etrusche, tra focolare, utensili ma anche magnifici gioielli.

E cosa dire delle Dee? Soprattutto di Demetra? Il culto che ha per protagonista la madre, Dea dei cereali e delle norme civili, la quale attraverso la ciclica scomparsa agli Inferi e ricomparsa sulla Terra della figlia, garantisce agli uomini l’alternanza delle stagioni e dei cicli vitali.

La figura di Demetra, nota in Etruria almeno dal VI sec. a.C. grazie alle raffigurazioni su alcuni vasi attici, sviluppa successivamente il proprio culto in area tirrenica, sulla scorta di una sovrapposizione/assimilazione con divinità locali, note per lo più attraverso iscrizioni e materiali votivi provenienti da santuari.

Nel 2006 nei pressi di Vetralla fu scoperto un piccolo complesso santuariale dedicato proprio a lei contente una statua raffigurante Demetra (Vei per gli etruschi, Cerere per i romani).
Si tratta di un santuario semiscavato nella roccia del tutto singolare.
La scoperta di questo santuario ha messo in luce un culto a carattere essenzialmente rurale, in cui l’acqua svolgeva un ruolo centrale. Il luogo sacro, nel quale si chiedeva fecondità e salute, ha un’altra caratteristica importante, che ha permesso tra l’altro la conservazione di questa sensazionale testimonianza archeologica: è l’”abbandono ragionato” della struttura.

Oggi, il santuario è stato ricostruito all’interno del Museo in una stanza dedicata alla Dea. Potremo entrare nel piccolissimo santuario ed ammirare tutti i manufatti ad esso connessi. Il nostro viaggio attraverso il culto ci permetterà di scoprire similitudini e differenze nelle manifestazioni rituali, molto vicine alle esigenze universali dell’uomo.

Durata 3 ore a cura di Antico Presente.

La visita guidata sarà condotta da Sabrina Moscatelli, guida turistica abilitata e guida ambientale escursionistica associata AIGAE

Appuntamento
Venerdì 8 marzo ore 17.00 a Viterbo in piazza della Rocca 21b di fronte al Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz .

Condizioni
Minimo 15 partecipanti. Prenotazione obbligatoria.

Informazioni e prenotazioni
Sabrina 3395718135 info@anticopresente.it www.anticopresente.it

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