Dalla Cantina “Le Botti” è nato un modello di Amicizia e di Amore per Vallerano proiettato nel futuro

Di Elisa Pagliarello

Dal desiderio di un gruppo ben coeso composto da una trentina di giovani di Vallerano, il paese dei Cimini, che si impegnano per tutelare le tradizioni storiche del luogo tramandate dai propri nonni, dai genitori, nasce la convinzione che la  riscoperta della tradizione porti ad un’opportunità di sviluppo locale. Insomma a far vivere il patrimonio culturale come opportunità e anche come sfida attraverso la rivisitazione di quegli elementi fondanti dell’identità della comunità arricchendoli di nuovi progetti. Abbiamo conosciuto Giovanni Poli che nell’associazione RAVVIVA creata per lo scopo, riveste la carica di segretario e proviamo a delineare un percorso che poi alla fine ci porta in Cantina…. “La Cantina le Botti “uno spazio storico caratterizzato da grandi botti dove un tempo venivano messe a mollo le castagne.

Cominciamo con le presentazioni:

Il presidente della nostra associazione è Matteo Spreca, mentre io come premesso ne sono il segretario. Per il resto, RAVVIVA conta circa una trentina di associati, tutti impegnati nella nostra visione comunitaria.

Che funzione ha oggi  questa Cantina?

E’ uno dei nostri fiori all’occhiello. L’abbiamo riaperta per la Festa della Castagna Dop nel 2023, dandole nuova vita e migliorandola anno dopo anno. È diventata un luogo di incontro, di convivialità, un modo per vivere la tradizione in chiave nuova. Per noi non è solo una cantina, ma un simbolo: il segno che i giovani possono prendersi cura delle radici e al tempo stesso innovarle, rendendole attraenti anche per chi non le conosceva.

Cominciamo dalla associazione da quando tutto è iniziato

Siamo partiti in pochi, oggi siamo circa una trentina di ragazzi tra Vallerano e Vignanello. All’inizio ci trovavamo al bar a ripeterci sempre la stessa cosa: “qui non succede mai niente”. Era un mortorio, e da lì è scattata la scintilla e abbiamo deciso di concretizzare qualcosa. È nata così Ravviva: prima il nome, poi il logo con il fiore di loto, simbolo di rinascita.

Che cosa ha prodotto l’idea  al di là del riconoscervi nello stare insieme?

L’equilibrio dei punti in comune. Il nostro obiettivo era chiaro: far rivivere la socialità del paese, dare stimoli ai giovani che dopo il Covid erano rimasti ancora più chiusi in casa, tra telefoni e routine. Oggi tra noi ci sono studenti, lavoratori, sportivi, artisti… ognuno con la sua vita, ma uniti dall’idea che questo territorio può e deve brillare.

Come ?

Lo sguardo nei programmi deve avere una visione ampia, pur pensando alla grande siamo partiti dalle piccole cose,  per meglio far arrivare la serietà del nostro progetto. Ravviva non è solo la composizione di un gruppo di amici: è la voglia di cambiare le cose. Abbiamo capito che il paese non si sarebbe acceso da solo: bisognava mettersi in gioco. Così l’idea è diventata movimento, iniziative, eventi. Il bello è che ci siamo scoperti capaci di creare qualcosa che ha un impatto reale, non solo su di noi, ma su tutta la comunità.

Con quali iniziative avete incominciato?

Con tutto ciò che fosse affine alla promozione delle tradizioni locali, senza escludere  il sociale. Abbiamo fatto un po’ di tutto, sempre con lo stesso spirito: sperimentare e migliorare. Dalla raccolta alimentare per l’alluvione in Emilia Romagna (2023), all’uscita estiva all’Acquafan in pullman, ai tornei di calcetto e padel. Abbiamo ridato vita alla “Cantina Le Botti” per la Festa della Castagna Dop, costruito un carro di Carnevale, organizzato tombole e la presentazione di un romanzo ambientato nella Tuscia. Fino ad arrivare al nostro primo grande evento: il Ravviva SummerFest del 2025, una settimana di sport, musica e cultura che ha trasformato il paese. Ogni iniziativa è stata un passo in più, e ogni volta abbiamo cercato di alzare il livello.

Il vostro progetto segna un passo avanti fondamentale, per il futuro puntate al rilancio del patrimonio culturale e alla valorizzazione delle tipicità?

Se riconosciuti e valorizzati adeguatamente, gli effetti (anche economici) positivi e concreti del patrimonio culturale permettono al patrimonio stesso di diventare motore di sviluppo locale. Noi vogliamo creare il nostro futuro dove siamo nati.

Vallerano è il regno dei castagneti, e ottobre avanza con la Giornata celebrata al frutto prelibato, nella rinomata Cantina delle Botti cosa avete organizzato?

Nei nostri tavoli la narrazione si fa storia avvincente e arriva ai palati con la degustazione del prodotto tipico dei nostri Cimini unito a un menù ad hoc. La celebrazione sarà l’11 ottobre prossimo.Sono aperte le prenotazioni

Una data e un incontro ….

La Cantina sarà aperta il sabato a cena e la domenica a pranzo, per far gustare ai visitatori i prodotti tipici del territorio. L’esperienza sarà accompagnata da musica dal vivo il sabato sera, animazione e un clima di festa e convivialità che rende questo luogo un vero punto di incontro.

Sicuramente una storia da raccontare..

Riteniamo che un solido e genuino senso di appartenenza faciliti la collaborazione e i processi di apprendimento collettivi supportando uno sviluppo economico locale flessibile e di aperte vedute. I ragazzi di associazione RAVVIVA ce lo stanno dimostrando concretamente.

Info:

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