Confartigianato Granelli: “Dalla Tuscia importanti segnali di ripresa superiori al dato regionale”

di Luciano Costantini

Prima sorpresa ed è di segno positivo: le imprese artigiane della Tuscia non solo hanno superato i veleni del Covid, ma nel 2021 hanno incrementato il loro fatturato. Seconda sorpresa e questa volta il segno è negativo: non si trova personale per supportare questo autentico Rinascimento viterbese. E’ ciò che emerge dalla lettura dei dati di Confartigianato Viterbo che mercoledi sera ha presentato, nella sala Regia di palazzo dei Priori, un sostanziale bilancio dell’attività degli ultimi due anni, cioè del periodo che ha interessato una pandemia che comunque non è ancora del tutto debellata. A illustrare nei concetti, più che nei numeri, il sunto della confederazione è stato il presidente nazionale Marco Granelli. Al suo fianco il presidente della Confartigianato viterbese Michele Del Moro e il segretario Andrea De Simone. A fare gli onori di casa il sindaco Giovanni Arena, gli assessori Marco De Carolis (Turismo) e Alessia Mancini (Sviluppo Economico). Presente anche il senatore Armando Fusco (Lega). I numeri dicono che nel periodo luglio-settembre 2021 le imprese artigiane viterbesi hanno beneficiato di un autentico rimbalzo produttivo con un aumento del fatturato del 25% rispetto agli stessi tre mesi pre-crisi del 2019. La Tuscia ha fatto segnare un tasso di crescita superiore a quello regionale (+12,8%) e a quello nazionale (+15,1%). Nel primo trimestre di quest’anno la provincia di Viterbo ha registrato una saldo positivo dello 0,20% nel rapporto nascita-mortalità delle imprese. Non è una aumento fantastico, ma pur sempre superiore allo 0,35% del Lazio e rispetto allo 0,08 nazionale. Ma a tarpare le ali del Rinascimento è un fattore pesantemente negativo: la crescente difficoltà a trovare personale. C’è lavoro, ma non ci sono i lavoratori. Più in particolare, non si trovano figure professionali da inserire nelle imprese. L’handicap nella Tuscia arriva a toccare livelli del 31,3% a fronte del 26,5% registrato nel Lazio e rispetto al 30,8% nazionale. Cifre confermate dal numero uno della confederazione Granelli: “Trenta imprese su cento nel Paese hanno difficoltà serie e concrete a trovare personale da assumere. Non abbiamo licenziato nessuno, anzi assumiamo”. C’è poi un pericolo, neppure occulto, che incombe sulla ripresa e si chiama Credito, cioè la possibilità delle imprese a intercettare finanziamenti. “Ritengo – precisa Granelli – che oltre il 30% della nostra gente avrà problemi di liquidità nel prossimo mese”. Il sindaco Arena approfitta del passaggio per indicare anche un altro nemico, questa volta occulto e devastante, “la burocrazia che blocca, taglia le gambe, a tante iniziative private ma anche pubbliche”. La sfida prossima ventura è ripartire in sicurezza e con passo spedito. “Certo non può bastare e non ci consola – sottolinea l’assessora Mancini – il fatto che la nostra città sia stata quella che in Italia ha resistito meglio all’attacco del Covid o che ha almeno contenuto le perdite”. “Il turismo – puntualizza il presidente di Confartigianato Viterbo, Michele Del Moro – è stata, è, e sarà la nostra punta di diamante nell’operazione di rilancio di questa terra che evidentemente ha tante e diversi asset su cui contare: dalle eccellenze dell’artigianato, all’agricoltura, all’enogastronomia. Abbiamo gli strumenti, il resto lo farà la nostra determinazione”.

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI