Carovana Narrante a Tarquinia viaggio alla riscoperta di Biscarino, poeta d’osteria

Domenica 11 giugno la Carovana Narrante di Emiliano Macchioni ha attraversato le terre di Santa Maria, sulla Valle del Mignone. I fotografi, gli artisti, i poeti, i narratori e i trekkers del gruppo culturale, guidati dalle sorelle Marcella e Patrizia, figlie del Vignaiolo Genius Loci Giuseppe Giorgini, hanno potuto ammirare le vigne coltivate come giardini da questo uomo della terra, che incarna in sé l’identità di una cultura antica che resiste. Quasi quattro chilometri di viaggio narrato per strade sterrate, boschi di querce secolari, frutteti e campi di grano, alla riscoperta del poeta vernacolare cornetano Domenico Pallotta, detto Biscarino, cantore in ottava rima d’osteria, vissuto tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900. Un percorso fra natura, vino, buon cibo, poesia dialettale e musica dal vivo, con le narrazioni dei nipoti del poeta, Bruno Ciuffatelli, curatore della raccolta delle ottave del nonno, nel libro di Bruno Blasi: Biscarino, Poeta dialettale cornetano, e poi i raconti delle figlie di Timonella: Patrizia e Fiorella Colonna, che hanno svelato aneddoti simpatici e ricordi di famiglia. Preziose le testimonianze di Vittorio Sensi, Presidente del Teatro Popolare di Tarquinia, che ha ricostruito la figura del poeta. La voce allegra di Aldo Blasi, in veste di contadino locale, ha cantato egregiamente in ottava i versi di Biscarino. Una sessantina di persone in marcia nelle terre affacciate sul Mignone, fino alla proprietà del Principe Filippo Lancillotti, che ha accolto il gruppo, insieme alla moglie Coralla, nel suo Eden: ruscelli, alberi di aranci, querce di centinaia di anni, grotte rupestri, sorgenti naturali, ruscelli, pergole di vite e acque correnti: un concerto di suoni e colori in cui gli attori della Carovana hanno raccontato in un teatro fatto di pietre e giardini la storia di un poeta identitario locale, cantandone i versi, come a salvare un patrimonio collettivo e a custodirne la memoria. Un Cantore Popolare analfabeta che trova la sua incoronazione poetica nel giardino di un Principe. La Carovana si è poi trasferita nell’azienda di Giuseppe Giorgini, accolta da un aperitivo in vigna, tra filari e campi d’orzo, un luogo magico vissuto e custodito come un tempio, nato dalle sapienti mani del Vignaiolo, che a quasi ottant’anni coltiva la sua terra di famiglia. Un grande brindisi tra canti e musica con calici di Sangiovese e Montepulciano, Trebbiano e profumi di natura, passeggiate tra le viti col trattore, e infine il pranzo tipico cucinato dallo chef della Carovana, Natalino Ercoli. Tutti a tavola all’ombra del noce, a degustare il buon vino della famiglia Giorgini e i prodotti tipici locali, allietati dagli stornelli d’osteria di Peppe Pino, Cantore d’osteria di Monte Romano, le poesie del Poeta Vernacolare di Blera, Gianni Tedeschi, trasformate in canzoni dal Gruppo Varag e Gianni Monaci, e le ottavine a braccio di Aldo Blasi. Grande successo per la trentesima Carovana di Emiliano Macchioni e dei suoi compagni di vagabondaggio. Un viaggio indimenticabile che ha unito generazioni e culture, un nuovo modo di raccontare la Tuscia alla riscoperta della sua vera identità popolare. Un giorno di sole e d’allegria immersi nella Natura.

 

 

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