Caro Energia, incontro tra commercianti a La Quercia: “Questa è un’altra mazzata. Peggio del Covid”

di Luciano Costantini

“Il postino suona sempre due volte: in questo caso non c’è necessità di ricordare il film/cult con Jack Nicholson e Jessica Lange, perché con tempi che corrono è sufficiente un solo trillo di campanello (o anche una e-mail) per aprire l’immaginazione del destinatario della missiva ad un oggettivo stato di ansia. “E’ arrivata la bolletta. E non potrà che essere un altro colpo al portafogli o sugli incassi, già magri, del negozio”. I commercianti – ma non soltanto, e non soltanto a Viterbo, nella Tuscia e nel Paese – sono sull’orlo della crisi economica e di sconforto. Un folto gruppo si è riunito a La Quercia (bar Marini) per denunciare, attraverso i media, le crescenti difficoltà in cui versa la categoria per l’esplosione delle bollette dell’elettricità e del gas oltre a quelle, esplose già da tempo, dell’acqua. Una situazione che rischia di far saltare un’intera categoria nel giro di qualche settimana e non di mesi. Carta parla….e Gianfranca Baccigalupi, titolare dell’esercizio pubblico dove si svolge l’assemblea, mostra la bolletta Enel appena arrivata di 4.314,97 euro relativa al bimestre luglio-agosto 2022 e quella di 1.422,97 dello stesso periodo dello scorso anno. Praticamente, un rincaro di tre volte. L’ultima da pagare entro il 23 settembre corrente anno. “E che io – puntualizza – non potrò pagare, né mi potrà pagare mia madre”. “Anche perché stiamo appena uscendo dal Covid e siamo esausti. Questa è un’altra mazzata. Peggio del Covid”. Gli stessi concetti sono ribaditi ai tavoli dai colleghi: “Non abbiamo più risorse per pagare i fornitori, onorare gli impegni con le banche, chiedere crediti alle stesse. Non ci resta che ridurre il numero dei dipendenti, i quali evidentemente non potranno più spendere. Così come tutti i cittadini che magari dovranno fare a meno di andare al bar e la mattina farsi il caffè con la moka. O rinunciare a una pizza”. E’ una reazione a catena che non guarda all’identità delle persone: anziani e giovani, commercianti e dipendenti pubblici e privati, aziende grandi, medie piccole. Il conflitto in Ucraina sta accelerando una crisi che era già scattata con la crescita dell’inflazione. Il tempo per costruire un argine non è una variabile indipendente. I commercianti riuniti a La Quercia chiedono interventi urgenti, al governo che verrà e a quello locale: “Non c’è un giorno da perdere. Noi oggi siamo qui per dimostrare che esistiamo e vogliamo continuare ad esistere anche se le luci della città si stanno spegnendo. Che tristezza”. In particolare, i commercianti sollecitano sconti in fatture e tariffe bloccate. Oltre, naturalmente, la rateizzazione sul pagamento delle bollette. Al tavolo, non ci sono rappresentanti di categoria, ma soltanto dell’opposizione a palazzo dei Priori (i consiglieri Ciambella, Troncarelli, Sanna, Achilli). Ascoltano, parlano e prendono appunti. Tutti consapevoli che la crisi è nazionale, anzi continentale, e potrà essere risolta a livello di governi centrali. A quelli locali spetta il dovere di adottare politiche virtuose. A fine incontro è arrivata la sindaca Chiara Frontini.

Foto.Un momento dell’incontro

Foto: Gianfranca Baccigalupi

Foto:Esempio bollette

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