Biodigestore da 120 mila tonnellate a Civitavecchia, il no della CGIL

Perché NO al biodigestore da 120 mila tonnellate a Civitavecchia.
La CGIL Civitavecchia Roma nord Viterbo ha già preso posizione contro la realizzazione del mega impianto dal 2022 e ovviamente rimaniamo al fianco dei cittadini che stanno conducendo una battaglia sociale per evitare un ennesimo scempio del territorio e della salute pubblica dopo anni di servitù energetica e altre realtà produttive altamente inquinanti.

Dal 2019 abbiamo costruito, insieme alle realtà associative, politiche e imprenditoriali del territorio, proposte e progetti che potessero finalmente liberare il territorio da insediamenti produttivi dannosi per la comunità e ricostruire un tessuto produttivo ecosostenibile, che garantisse occupazione di qualità senza ricadute negative sulla salute pubblica. Ovviamente non intendiamo fare passi indietro sulle posizioni già espresse in tal senso.

Riteniamo importante però allargare l’orizzonte della vertenza contro la realizzazione del biodigestore con il coinvolgimento dei territori limitrofi, affinché sia possibile perseguire un orizzonte diverso da insediamenti e impianti che danneggiano tanti e arricchiscono pochi.

Il biodigestore d 120.000 tonnellate va fermato, perché anacronistico, impattante su salute, ambiente e limita le diverse opportunità di sviluppo della città.
Tutti produciamo rifiuti di ogni genere. E tutti vanno trattati per evitare conferimenti tal quale o incenerimento, dannosi per la salute e l’ambiente per un comprensorio che ha già pagato prezzi altissimi in tal senso, ma oggi esistono metodi alternativi che vanno perseguiti nell’interesse della collettività.

Come CGIL è nostra convinzione che l’obiettivo sia quello di organizzare un territorio che possa gestire un sistema di trattamento dei rifiuti che sia realmente sostenibile e commisurato al proprio reale fabbisogno, con la realizzazione di impianti a gestione Diretta degli Enti pubblici, di trattamento delle risorse , organiche, plastiche, vetro ed altri rifiuti, in aree diverse del comprensorio vasto, innescando così una nuova economia circolare e la chiusura del ciclo dei rifiuti.

Solo così sarà possibile realizzare un ciclo virtuoso che consenta di rispettare l’ambiente e la salute, garantendo una occupazione di qualità e legalità, con effetti positivi anche sul costo, poiché i rifiuti trattati potranno essere riciclati e venduti.
Il futuro va e deve andare in questa direzione.
E il futuro inizia adesso, con la consapevolezza e la partecipazione di tutti alla costruzione
dell’ambiente in cui si vuole vivere. Per questo parteciperemo alla iniziativa del Comitato contro il biodigestore del 13 marzo.

 

CGIL Civitavecchia Roma nord Viterbo

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