Banca di Viterbo premia chi dona amore a chi soffre

Un esempio in cui fare banca può anche voler dire fare solidarietà. Nessun proclama, nessun annuncio, semplicemente una sobria cerimonia per consegnare piccoli riconoscimenti in denaro a chi nel mondo della solidarietà, appunto, è impegnato da tempo. Con questo spirito la Banca di Viterbo ha voluto testimoniare il proprio contributo alle associazioni cattoliche che si sono distinte in questa campagna di condivisione umana con tutti coloro che soffrono. Contributi consegnati dal presidente, Vincenzo Fiorillo, e dal direttore generale, Massimo Caporossi, ai rappresentanti di queste comunità che, purtroppo, stanno crescendo drammaticamente di numero. “E’ un momento – ha spiegato Caporossi – in cui questo istituto di credito dimostra quale è stata sempre e qual è la sua missione: essere vicino alla gente attraverso tante piccole iniziative che coniugano interessi pratici a interventi nel segno della solidarietà”. Premi in denaro sono andati alla Caritas don Alceste Grandori, alla Casa di Accoglienza Casa Famiglia, alle parrocchie di Sant’Angelo in Spatha, di Santa Barbara, della Sacra Famiglia, del Sacro cuore del Pilastro. Storie comuni quasi sempre fatte di sofferenza, appena raccontate dai religiosi che gestiscono le associazioni “con sempre maggiori difficoltà e aiuti insufficienti”. Al di là delle luci rutilanti e inebrianti del Natale che negli anni si è andato trasformando in un’orgia crescente di consumi c’è anche un Natale fatto di sofferenza e di amore insieme. Per capirlo sarebbe stato sufficiente ascoltare le poche ma dignitose parole che questi “angeli della solidarietà” hanno consegnato ai vertici della Banca di Viterbo in quei pochi minuti sottratti al loro quotidiano impegno.

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