Ombre sulla cultura, la riflessione di Arci Viterbo sull’evento culturale più finanziato dall’Amministrazione comunale

Arci-bandiera

A seguito dell’inaugurazione di Ombre festival, l’evento culturale più finanziato dall’Amministrazione Comunale di Viterbo, Arci Viterbo intende porre all’attenzione dei media locali e della pubblica amministrazione una riflessione. La massima attenzione istituzionale è stata concessa all’evento inaugurale che ha visto Giuseppe Cruciani dilettarsi nei suoi soliti sproloqui su razzismo, remigrazione, maschilismo tossico, arrivando perfino a normalizzare la prostituzione minorile.

Anche Christian Raimo, sulle pagine nazionali de il “Domani”, ha rilevato che in questo modo la cultura rischia di essere ridotta a un salotto di “pedagogia nera”, cioè che se rinunciamo al ruolo delle manifestazioni culturali di approfondire i temi letterari o di critica del presente e li riduciamo a vetrine della peggiore propaganda razzista che già trova spazio sui social e sui media mainstream, stiamo legittimando un clima di intolleranza che già caratterizza la nostra città, si veda lo striscione Remigrazione che campeggia indisturbato da mesi a piazzale Gramsci.

Quella di Cruciani è davvero una missione contro il politically correct? O si tratta di una retorica tossica che serve solo ad avvelenare il dibattito pubblico e a scavare una fossa al pluralismo e al dialogo culturale? Questo ci preoccupa profondamente, l’idea che a Viterbo non si possa lavorare su un ecosistema di differenze culturali, su una pluralità di approcci e che la politica, di ogni colore e posizione, veda in una manifestazione unica, ieri Caffeina e oggi Ombre festival, la possibilità di costruire un monopolio in grado di inglobare tutto e di azzerare il pensiero critico.

 

Arci Comitato Provinciale Viterbo

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