Il Festival dell’Ecologia Integrale di Montefiascone s’è chiuso nel segno della pace, della cultura e della rigenerazione del territorio

Festival dell'Ecologia Integrale 2026

Montefiascone, dal 2 al 5 luglio, non è stata soltanto un luogo geografico né un semplice contenitore di eventi. Il Festival dell’Ecologia Integrale ha reso la cittadina della Tuscia una condizione del pensiero, una sospensione del tempo ordinario, un locus liminis in cui la realtà ha mostrato le sue fratture ma anche le sue possibilità di ricomposizione. L’arte intesa come soglia nell’opera testuale di Mogol e la grammatica dell’umano nella ricerca di Davide Rondoni hanno stimolato l’attenzione di un pubblico vastissimo.

Nel dialogo con i sindaci del bacino del lago di Bolsena il tema dell’ecologia si è progressivamente trasformato in una questione educativa, culturale e profondamente politica, attraverso amministratori consapevoli di una diagnosi condivisa : lo svuotamento dei piccoli centri non è solo un  dato demografico ma un fatto culturale da analizzare dettagliatamente, anche tenendo presente che la sovrabbondanza informativa non produce necessariamente conoscenza, ma spesso dispersione, ansia e perdita di orientamento.

Nel panel su salute e territorio, il festival ha attraversato un’altra trasformazione paradigmatica: quella della medicina contemporanea. Il prof. Mario Morcellini, Presidente dell’Associazione Rocca dei Papi per l’ecologia integrale ETS, che produce il Festival, in dialogo con Giuseppe Novelli, Manuela Lucchini e Franco Bifulco, ha evidenziato come il concetto stesso di salute si sia spostato verso una dimensione sistemica: corpo, ambiente, relazioni, istituzioni.

Nel confronto con l’on. Luciano D’Alfonso, il prof. avv. Alfredo Morrone, l’ing. Gianni Mannucchi e l’arch. Paolo Mezzetti, stimolato dal direttore Artistico Gennaro Colangelo, è emersa una consapevolezza centrale: la rigenerazione territoriale non è mai solo urbanistica, ma sempre anche culturale, giuridica e sociale. Anche l’assegnazione del Premio Custode della Casa Comune ha registrato contributi di idee estremamente utili allo sviluppo territoriale e ha confermato la vocazione GLOCAL del Festival. Le serate di spettacolo ideate dall’attore Emmanuel Casaburi hanno portato in città due attrici molto applaudite, Irene Maiorino e Miriam Dalmazio, su cui la RAI ha investito molto negli ultimi anni attraverso la fiction televisiva.

La perfetta organizzazione della Messa per la Pace e la conclusione in piazza con la Banda dell’Arma dei Carabinieri hanno evidenziato la perfetta gestione logistica affidata al direttore generale Alessio Lerani, che insieme ai dirigenti dell’associazione organizzatrice ha guidato lo staff della protezione civile, dei vigli urbani e dei tecnici addetti alla gestione degli spazi. La messa presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità Leone XIV, ha rappresentato il culmine spirituale di questo cammino: non una semplice conclusione, ma un approdo. O forse un nuovo inizio.

L’omelia si è dispiegata come una meditazione sulla pace, non intesa come tregua fragile tra i conflitti, bensì come opus iustitiae pax, frutto della giustizia e dell’armonia fra gli uomini, un dono che nasce da Dio ma che interpella la responsabilità di ciascuno. «Abbiamo più bisogno che mai del santo dono della pace», ha ricordato il cardinale, parole che non hanno il tono dell’emergenza, ma quello della coscienza, e ci ricordano che la pace non si costruisce sugli equilibri della paura, ma sulla conversione della coscienza.

La celebrazione eucaristica ha così rappresentato il sigillo spirituale di un Festival che ha saputo tenere insieme fede e cultura, pensiero e comunità, ecologia e umanesimo. In questo quadro complesso e profondamente stratificato, un ringraziamento particolare e sentito va a sua eccellenza mons. Fabio Fabene, arcivescovo titolare di Montefiascone. La sua presenza ha rappresentato per tutti, non soltanto un riferimento istituzionale, ma una forma di continuità simbolica tra dimensione spirituale e dimensione culturale.

 

Festival dell’Ecologia Integrale di Montefiascone

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