Aula Magna del Buratti: la bellezza dell’educare in 60 anni di storia

di Rossella Cravero

Cinque mesi di lavoro. Due anni di attesa per il risultato di un bando Miur, il progetto, la forza di un lavoro collettivo, l’impegno di ditte specializzate, la sintonia con la Provincia: l’elenco non si esaurisce qui, ma da questo mix magico esce l’attuale Aula Magma del Liceo Classico Buratti di Viterbo presentata ieri ufficialmente dalla dirigente scolastica Clara Vittori con una cerimonia che ha fatto emergere tutta la passione che può esistere tra le mura di un plesso scolastico. E la trasformazione di questa Aula, dal suo grigio gentiliano, con banchi ancorati al pavimento e una rigidità propria dell’epoca, ha lasciato spazio al colore, all’armonia di un sogno arioso che fa pensare a un sapere che accoglie, avvolge e ispira e di certo non costringe.

Il motivo ispiratore di questo lavoro di restauro trae ispirazione, come ha spiegato la professoressa Vittori, nel potere della bellezza nell’educare e potere della lettura nelle biblioteche scolastche.

In questa giornata speciale l’Aula magna del Buratti ha ritrovato anche tante storie di vita. Come tutti i luoghi dell’abitare, le sue mure hanno custodito per anni, segreti, legami, amicizie e così per questa occasione speciale si sono ritrovati i protagonisti di quelle storie: ex alunni, ex docenti che dal 1961 hanno ripercorso pezzetti di vita, ritrovando angoli cuore.

 

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