Si inaugura venerdì 12 giugno alle ore 17.00, nel corridoio delle Monofore presso il Complesso di Santa Maria in Gradi dell’Università degli Studi della Tuscia, la collettiva di arte contemporanea “Artisti in Opera”. Il progetto nasce dalla visione dello spazio universitario come luogo aperto, dialogante e accessibile, capace di portare le pratiche artistiche fuori dai tradizionali confini museali per integrarle nei flussi e negli spostamenti della vita quotidiana.
L’iniziativa, che gode del patrocinio della Fondazione Carivit, vede l’esposizione di dieci autori eterogenei per formazione e cifre stilistiche, chiamati a raccolta dalla pittrice e direttrice artistica Lidia Bachis: Gloria Lauro, Federico Paris, Maddalena Mauri, Lidia Bachis, Tommaso Cascella, Klaus Karl Mehrkens, Iuliana Edmona Buruian, Natino Chirico, Cornelia Stauffer e Pietro Perrone. Il principale trait d’union della collettiva risiede nella scelta condivisa della pittura e del disegno: un’opzione di campo che, nel solco della tradizione, si contrappone alla pervasività dell’odierna realtà algoritmica e della smaterializzazione digitale attraverso il valore etico della materia, della mano e della lentezza del processo. Al di là del genere e dell’età anagrafica, i dieci artisti si fanno testimoni oculari di un’epoca transitoria, un crinale tra un tempo-mondo che si chiude e un futuro che ancora si fatica a definire e raccontare.
“Nel mio discorso di apertura dell’anno accademico invitavo a riflettere su tre parole guida: cura, creatività e coraggio – ha ricordato la rettrice Tiziana Laureti – accogliere la pittura contemporanea a Santa Maria in Gradi, un luogo attraversato nei secoli da profonde trasformazioni materiali e simboliche, significa introdurre nella quotidianità dello studio e del lavoro una bellezza che è cura dei luoghi e delle persone. L’arte non decora semplicemente lo spazio, ma lo attraversa e ne amplia il senso, invitando alla sosta e alla riflessione. Questa mostra rappresenta un atto di rinnovata fiducia e una dichiarazione di principio: la cultura non arretra dinanzi alla contingenza, ma si fa comunità per ricostruire lo sguardo e immaginare il futuro”.
La mostra si offre come un gesto profondamente coerente con la vocazione alta dell’istituzione universitaria: essere luogo di elaborazione critica, di responsabilità civile e di rigenerazione culturale e sociale. L’esposizione assume inoltre un forte valore di Terza Missione: attraverso la rilettura dello storico corridoio, l’Ateneo apre le proprie porte al territorio, consolidando il suo ruolo di incubatore culturale di prossimità.
“Abitare l’opera d’arte nella sua immanenza è il nucleo teorico profondo di questo cammino espositivo”, ha commentato la curatrice e direttrice artistica della mostra Lidia Bachis. “Con ‘Artisti in Opera’ abbiamo voluto creare una polifonia di accenti capaci di dialogare con la stratificazione storica e le monofore medievali di questo Ateneo. La scelta radicale del medium pittorico diventa uno strumento di presenza concreta e di sintonie plurali. Riunire visioni così distinte, che spaziano dalle partiture profonde del cosmo al dinamismo dei corpi in movimento, significa accorciare le distanze e aprire una stagione ricca di fertile confronto e fiducia nelle possibilità dell’arte contemporanea”.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni di apertura dell’Ateneo, con ingresso libero, e resterà aperta fino al 31 dicembre 2026.


























