Al Festival degli Atti Unici di Tolfa premiate le compagnie “Teatro Faul ed “E.. si va in scena”

Due compagnie amatoriali viterbesi si sono aggiudicate i due premi principali al Festival degli Atti Unici che si è svolto lo scorso fine settimana nel centro collinare di Tolfa, nel locale teatro Claudio, di nuovo pieno, grazie ai molti spettatori, locali e non, venuti ad assistere alla quinta edizione del “Città di Tolfa”, che assegna il premio Antonio Orchi.

La Compagnia “Teatro di Faul” del capoluogo della Tuscia e la tarquiniese “E.. si va in scena” hanno in comune l’estro e la versatilità di Pina Luongo, che si destreggia tra recitazione e regia e si cimenta pure nell’adattamento dei testi. L’amore del teatro è poi una caratteristica di famiglia, visto che come lei salgono sul palco con ottimi risultati anche il marito Salvatore Belardo e la figlia Ilaria.

A organizzare le due pomeridiane è stata, sotto l’egida del Comune e della Fita Lazio, la locale filodrammatica Compagnia Il Barsolo, diretta dalla regista Simona De Paolis. Sei le compagnie iscritte, provenienti oltre che dalla Tuscia, da Civitavecchia, Anguillara, esibitesi in una performance di lunghezza fra i 30 e i 45 minuti. A giudicare Simona De Paolis, Vittoria Orchi (figlia di Antonio, attore de Il Barsolo scomparso prematuramente, che continua a recitare nella compagnia con la sorella Silvia che ha presentato l’evento), Alessandro Tagliani, neo assessore di Tolfa con delega allo spettacolo, Giuliano Velotti, attore, e Cristiana Vallarino, giornalista.

Il premio principale, quello per il miglior spettacolo, assegnato dalla giuria tecnica è andato a “Finché morte non ci separi”, proposto dalla compagnia di Viterbo “Teatro Faul”. Una pièce, in napoletano, diretta da Pina Luongo, che ha rielaborato un testo di Maurizio De Giovanni. Sul palco, come principali protagonisti, due giovani bravissimi: Leopoldo Esposito e Ilaria Belardo, con loro anche Emanuele Cianfloni e Cristina Olivieri. La Belardo ha pure conquistato i giurati meritandosi il premio come miglior attrice.

Miglior performer maschile è stato ritenuto Sergio Fulvio, il quale da solo sul palco ha narrato la storia del pianista sull’oceano, ovvero “Novecento”, nell’adattamento dell’opera di Alessandro Baricco, a cura di Antonio Balsimelli. A firmare la regia Daniela Sisti, della compagnia “Il Serapeo” di Civitavecchia.

La targa per la migliore regia l’ha portata a casa Marco Restante che, oltre a recitare, ha diretto i nove attori della sua compagnia “QuintEssenza” di Civitavecchia in un impegnativo testo del drammaturgo inglese Harold Pinter, “Party Time”.

Il voto della giuria popolare ha invece premiato “E fu.. pericolosamente”, recitato ancora in napoletano, liberamente tratto da Eduardo De Filippo sempre da Pina Luongo, stavolta nel ruolo da protagonista, sul palco insieme a Salvatore Belardo e Annibale Izzo, che curava la regia per la compagnia è “E..si va in scena”, di Tarquinia.

Sei gli attestati assegnati dalla giuria tecnica. Uno è andato ad Antonio Tricamo, autore del testo originale dell’atto unico che ha pure diretto “Una coscienza per Agamennone”, messo in scena dall’ensamble civitavecchiese “Il Gabbiano”. Di cui fa parte pure Maurizio Politi che ha ricevuto l’attestato per la sua breve ma efficace interpretazione dell’indovino Calcante. Il giovanissimo pianista Riccardo Ciurlanti si è meritato l’attestato per aver accompagnato dal vivo il party pinteriano di “QuintEssenza”. Altro riconoscimento per Claudio Blancato, regista (con Franca De Santis), autore e interprete nel ruolo di Dante in “Tanto gentile e tanto onesta pare” della compagnia “Alchimia” di Anguillara. Per l’armonizzazione scenica l’attestato è andato a “E fu pericolosamente”, in cui hanno offerto una ottima prova comica “a due” Annibale Izzo e Salvatore Belardo, meritandosi l’ultimo attestato, in condivisione.

A consegnare i premi principali sono stati Simona De Paolis e gli assessori Alessandro Tagliani e Tomasa Pala, rispettivamente spettacolo e cultura. Infine è salita sul palco la sindaca Stefania Bentivoglio. E come aveva già fatto sabato, ha evidenziato la gioia di rivedere la sala gremita, dopo la forzata pausa causa Covid, e l’impegno della sua neonata amministrazione di puntare molto sul teatro, settore su cui investire per fare in modo che cresca ancora e sia sempre da riferimento alla comunità non solamente tolfetana. E la partecipazione di gruppi della Tuscia al Festival fa certamente ben sperare. (C.V.)

 

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