“Caro Nonno… Caro Nipote…”, l’ultimo libro di Luciano Costantini. Un dialogo immaginario, una confessione inattesa

“Caro nonno… Caro nipote…” è il nuovo libro del giornalista Luciano Costantini, un dialogo immaginario con il nipote che entra nel tessuto emotivo dell’autore.

Questo testo esula dai precedenti di Costantini, che si sono caratterizzati per gli approfondimenti storici, ed è percepito quasi come fosse un diario, un’esplorazione intima del suo vissuto che diventa strumento per leggere in chiave critica il presente. Non è casuale l’opera riprodotta nella copertina, di cui è autore Egon Schiele: “La malattia della modernità” che in uno stile del tutto personale, stridente e contorto si adatta a rappresentare la complessità del tessuto emotivo dell’artista e ben si allinea nella narrazione che Costantini uomo consegna ai lettori.

La narrazione onesta di un «dialogo immaginario» fra l’autore e il nipote che riflette  la testimonianza delle ansie del tempo che per lui avanza e ne indagano la propria sofferenza su un presente che gli restituisce l’immagine di un mondo in preda a degli spazi distanti al suo prima.

“Il libro – annota nella prefazione il dr. Bruno Mongiardo, presidente dell’Università Lions della Terza Età Libera di Viterbo – è ricco di immagini evocative non solo della natura e dell’ambiente ma di un’epoca quasi da sogno con tutte le sue contraddizioni e con tutte le sue suggestioni ed emozioni e che per questo vale la pena di leggere e anche raccontare”.

“Caro nonno… Caro nipote…”, pubblicato dalla casa editrice SetteCittà, sarà presentato martedì 27 ottobre alle ore 16.30 al Teatro Leonardo Murialdo, nel calendario della sessione autunnale della UEL-Università Età Libera del Lions Club Viterbo. A moderare l’incontro sarà il sociologo Francesco Mattioli che argomenterà in dialogo con l’autore una storia che non diventa più personale ma che coinvolge tutti i boomer, coloro che sono nati nel dopoguerra, durante il periodo del boom economico e dell’aumento demografico avvenuto in quegli anni, nel nostalgico rimpianto del passato che pone incertezze verso un presente in cui non ci si riconosce. Ma il libro lascia spazio a una premessa importante da parte di Luciano Costantini: “E’ il mio pensiero, che tuttavia non va allargato all’intera classe generazionale, che pure offre esempi diversi e variegati. Tante volte anche positivi”. E allora forse la vera sfida non è fermare il tempo…

L’ingresso alla presentazione è libero. (S.G.)

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