Pums, Viterbo cambia volto: meno auto, trasporto pubblico affidabile e centro storico più vivibile

di Luciano Costantini

PUMS

Si chiama Pums e sta per Piano Urbano Mobilità Sostenibile. Più banalmente lo strumento per la pianificazione strategica della mobilità cittadina; ancora più banalmente il progetto per la nuova Viterbo in termini di traffico, trasporto, inquinamento, sicurezza stradale. Progetto che dovrà essere realizzato da oggi ai prossimi dieci anni, condensato in oltre duemila pagine che l’amministrazione comunale ha elaborato nell’arco di mesi e adottato lo scorso 25 febbraio. A stare alle carte, corredate da almeno una decina di slide, la città dovrebbe guadagnare importanti performance in termini di qualità della vita e punti significativi nella graduatoria turistica nazionale che al momento non è esattamente gratificante. Una città dei sogni? C’è indubbiamente l’incognita del tempo e quella dei possibili mutamenti sociali e politici che non permette di ipotecare il risultato finale. Va comunque apprezzato il lavoro di Palazzo dei Priori, in particolare dell’assessore Emanuele Aronne, che il documento ha redatto e illustrato in Comune, dinanzi a mezza Giunta e diversi consiglieri di maggioranza. Un documento già condiviso con categorie, sindacati, associazioni e che nei prossimi sessanta giorni sarà a disposizione di tutti i cittadini per eventuali “osservazioni”. “Poi una road map, e l’ultimo miglio, con la chiusura del classico cerchio”, ha spiegato la sindaca Chiara Frontini. “Cinque le aree di intervento che saranno messe a sistema. Per capirsi, basta a opere estemporanee, come la famigerata rotatoria vicina al cimitero che ha creato più ingorghi al traffico che benefici”, ha sottolineato il responsabile alla Qualità degli Spazi Urbani. Che ha pure precisato come il Pums non sia la Bibbia, ma potrà essere modificato. Comunque nelle slide è illustrata nei dettagli la situazione della città. Nel bene e nel male. Il tasso di mobilità privata (veicoli/abitanti) è dello 0,776%, la crescita dei veicoli (2011/2025) del 6,8%, gli spostamenti in auto dal lavoro del 70%, per studio del 30%. La distribuzione degli stalli (parcheggi): 1.693 a pagamento (28,9%), 1.061 liberi (27,4%), 1.516 non regolamentati (27,5%), 220 per disabili (4%). Le criticità rilevate riguardano: elevata sosta non regolamentata, ricerca/stazionamento inefficiente, pressione sul centro storico, conflitto residenti/visitatori. Stando ai Pums i punti di forza di Viterbo sono: gli spostamenti in tempi medi, la presenza di nodi con potenziale interscambio, l’opportunità finanziaria (Pnrr, programmi regionali, Fesr), l’avvio della rete ciclabile. Punti di criticità sono: poco attrattivo il trasporto pubblico locale, la pressione veicolare e permeabilità del centro storico, l’assenza di un piano di logistica urbana, le barriere architettoniche e la qualità dei marciapiedi, la conflittuale domanda di sosta. I macro obiettivi del Pums? Migliorare la qualità della vita riducendo la dipendenza dall’auto privata, rendere competitivo il trasporto pubblico, aumentare la sicurezza della mobilità, ridurre le emissioni, i rumori, la congestione e migliorare lo spazio pubblico. Sul settore privato: razionalizzare il sistema delle soste, limitare gli attraversamenti impropri, riorganizzare la circolazione in zone sensibili come scuole e poli commerciali, promozione della mobilità elettrica, percorsi pedonali sicuri, valorizzazione delle aree di pregio. Il Pums è corredato anche da una tempistica precisa: breve periodo 0-3 anni misure abilitanti, medio periodo 4-6 anni consolidamento della rete e intermodalità, lungo periodo 7-10 anni completamento del sistema. Ovviamente una delle slide è dedicata alle conclusioni, cioè ai risultati attesi: riduzione della dipendenza dall’auto, trasporto pubblico locale più affidabile, più sicurezza per i pedoni, centro storico più vivibile e attrattivo. Salvo, come è naturale, eventuali correzioni in corso.

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