Conferenza sulla sanità, Romoli: “Così i territori non possono reggere”

Questa mattina si è riunita la conferenza locale per la sanità, che riunisce tutti i 60 sindaci della provincia, per affrontare le questioni più urgenti che riguardano il nostro sistema sanitario.

Nel corso dell’incontro abbiamo trattato il tema dei controlli e delle comunicazioni sulla qualità dell’acqua destinata al consumo umano, ribadendo la necessità di ridurre i tempi delle analisi e garantire ai comuni informazioni rapide e certe, così da poter intervenire immediatamente a tutela della salute pubblica.

Ma è evidente che le preoccupazioni dei territori non si fermano qui. Restano centrali, e non più rinviabili, le criticità che riguardano i pronto soccorso e la carenza dei medici di base. I cittadini vivono ogni giorno le conseguenze di un sistema sotto pressione: liste di attesa, difficoltà nel trovare un medico di riferimento, servizi che nei piccoli comuni rischiano di indebolirsi ulteriormente.

Come sindaco ho chiesto che su questi temi la conferenza venga ascoltata formalmente. Non possiamo limitarci a registrare le difficoltà: dobbiamo rappresentare con determinazione le esigenze delle nostre comunità. Serve un rafforzamento concreto della medicina generale, con un piano serio di reclutamento e formazione dei medici di base, e serve una visione che tenga conto delle specificità dei nostri territori. La sanità è organizzata come un’azienda, ma i territori non sono tutti uguali: le soluzioni pensate per le grandi città non possono essere applicate in modo automatico alle realtà provinciali.

Nei prossimi incontri porteremo con forza queste istanze alla Regione e alla direzione aziendale. L’attuazione del piano aziendale, il potenziamento dei pronto soccorso e il rafforzamento dei medici di medicina generale sono passaggi indispensabili per garantire ai cittadini un servizio sanitario vicino e adeguato ai bisogni del territorio.

Alessandro Romoli

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