Giorno della Memoria. Il commento del Presidente della Provincia Alessandro Romoli

Il 27 gennaio è il giorno in cui l’Europa ha dovuto fare i conti con ciò che aveva prodotto e tollerato. La scoperta di Auschwitz non ha solo mostrato l’orrore dello sterminio, ma ha rivelato fino a che punto può spingersi una società quando accetta l’esclusione come regola.

La Shoah riguarda ancora il nostro presente. Non perché la storia si ripeta nelle stesse forme, ma perché i meccanismi che l’hanno resa possibile non appartengono solo al passato. La disumanizzazione, l’abitudine all’odio, la riduzione dell’altro a problema sono processi che possono riemergere se non vengono riconosciuti.

L’Italia non è stata estranea a questa vicenda. Le leggi razziali rappresentano una responsabilità storica che va ricordata senza scorciatoie. Assumere quella pagina di storia significa interrogarsi sul rapporto tra potere, consenso e coscienza civile.

La memoria non si esaurisce nella commemorazione. È una pratica che riguarda il linguaggio pubblico, le scelte educative, il modo in cui le istituzioni si pongono di fronte a ogni forma di discriminazione. È lì che si misura la credibilità dei valori democratici.

In questa giornata rivolgo un pensiero alle vittime della Shoah e affermo un impegno che non può essere episodico. Tenere viva la Memoria significa vigilare, ogni giorno, perché l’umanità non venga di nuovo messa in discussione.

Alessandro Romoli
Presidente della Provincia di Viterbo

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