L’Epifania “tutte le feste porta via” tenendo viva una tradizione radicata nell’identità del Paese

Di Bianca Lasci

Il 6 gennaio non è soltanto il giorno che, secondo il proverbio, “tutte le feste porta via”. È una data ricca di storia, simboli e tradizioni che affondano le radici in secoli di cultura religiosa e popolare, rendendo l’Epifania una ricorrenza affascinante per adulti e bambini.

Il termine Epifania deriva dal greco epipháneia, che significa “manifestazione” o “apparizione”. In ambito cristiano, indica il momento in cui Gesù si manifesta al mondo attraverso la visita dei Re Magi, giunti dall’Oriente seguendo la stella cometa. Questo episodio rappresenta un passaggio fondamentale del racconto evangelico, simbolo di apertura e universalità.

Nel corso del tempo, la celebrazione religiosa si è intrecciata con la tradizione popolare italiana, dando origine a una delle figure più caratteristiche del folklore: la Befana. Raffigurata come una vecchina che vola su una scopa, la Befana incarna un mix di sacro e profano, memoria antica e racconto fiabesco.

La tradizione dei doni del 6 gennaio trae ispirazione proprio dal viaggio dei Magi, che offrirono oro, incenso e mirra al Bambino Gesù. A questa usanza si lega la leggenda della Befana: si narra che i Re Magi chiesero indicazioni a una donna anziana, invitandola ad accompagnarli. Dopo aver rifiutato, la donna si pentì e, preparato un cesto di dolci, uscì a cercarli. Non riuscendo a trovarli, iniziò a bussare a ogni porta, donando dolci ai bambini nella speranza che uno di loro fosse Gesù.

Ancor oggi, l’Epifania conserva questo doppio volto: una festa che chiude il periodo natalizio, ma che continua a raccontare storie di viaggio, attesa e generosità, mantenendo viva una tradizione profondamente radicata nell’identità culturale italiana.

Auguri di una Befana gentile, di quelle che arrivano piano e ti ricordano che la magia resiste anche nei giorni feriali.

 

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