Referendum sul lavoro: “Non capisco”

Di Maria Teresa Muratore

Urne aperte domenica 8 giugno dalle 7 alle 23 e lunedì 9 giugno dalle 7 alle 15. Per la validità dei referendum abrogativi è necessario raggiungere il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto.

Riflessioni

Veramente non capisco come si possa pensare di non andare a votare al referendum.

Certo fare delle scelte può essere difficile, impegnativo, ci pone difronte a noi stessi con la nostra coscienza, ci vediamo quali veramente siamo non come diciamo di essere, ma scegliere è un grande privilegio, una volta che abbiamo la possibilità di farlo non dobbiamo rinunciarci. Se non scegliamo per noi altri lo faranno al nostro posto. Poi non dovremo lamentarci se le cose vanno male, diversamente da come avremmo voluto che andassero.

Il primo referendum che trovo nella storia in Italia fu quello del 1946 per scegliere tra monarchia e repubblica. Vi immaginate se la gente non fosse andata a votare? Avremmo ancora il re e la regina? Non possiamo sapere come saremmo stati se meglio o peggio di adesso ma…credo che repubblica sia meglio.

Ci lamentiamo della legge elettorale che convoglia un po’ forzatamente le nostre preferenze e gioca con i nostri voti e poi, una volta che possiamo dire la nostra direttamente, senza artifici, senza interpretazioni altrui, senza cavilli e fraintendimenti più o meno leciti, rinunciamo?

È da codardi dire da parte di chi sta al governo “non andate a votare”: perché non misurarsi lealmente su una prova di democrazia?

È da codardi non andare a votare, è da stupidi. Perché? Perché farsi infinocchiare ancora una volta dai più furbi? Perché farsi manipolare ancora una volta?

Il referendum popolare è un grande strumento di democrazia. Perché svilirlo?

Se uno non è d’accordo vota no: è così semplice. Oppure vota sì se è d’accordo. Non è difficile, è alla luce del sole, non è un gioco carta vince carta perde.

Ci sono cinque quesiti diversi. Leggiamoli attentamente. Uno può anche votare sì ad alcuni e no ad altri.

Ma pensiamo veramente che dobbiamo continuare a vedere gente morire sul lavoro come se fosse la cosa più naturale del mondo? Per esempio.

Almeno a questo quesito vogliamo dare una risposta perché chi è responsabile risponda per le sue responsabilità?

 

5 i quesiti

Primo quesito sul Jobs Act (scheda verde)

Secondo quesito sul licenziamento nelle piccole imprese (scheda arancione)

Terzo quesito sui contratti a termine (scheda grigia)

Quarto quesito sulla sicurezza sul lavoro (scheda rosa)

 Quinto quesito sulla cittadinanza (scheda gialla)

 

L’articolo 75, IV comma della Costituzione  recita:

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”. 

In democrazia “non mi riguarda” non si può dire.

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