Roberto Salbitani al Laboratorio di Fotografia il 26 aprile

Il  prossimo appuntamento del Laboratorio di Fotografia del Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo, aperto a tutti gli appassionati di fotografia e all’intera cittadinanza, è previsto per il 26 aprile alle ore 16 nell’aula 14 di Santa Maria in Gradi. Ospite d’eccezione la grande fotografia d’autore con la presenza di Roberto Salbitani, quarant’anni di lavoro, i suoi libri fotografici, le sue ricerche in bianco e nero. 

Più di quaranta studenti provenienti da tutti i Dipartimenti dell’Università della Tuscia partecipano con grande interesse a questo laboratorio.Il corso strutturato per una formazione di base sulla produzione, gestione e postproduzione dell’immagine fotografica quest’anno ha come motivo principale culturale della formazione la storia e le trasformazioni del libro fotografico e, come ogni anno, accoglie l’esperienza di fotografi prestigiosi italiani che hanno segnato la cultura visiva italiana del dopoguerra. Ad affiancare il prof. Fiorentino, in una modalità di lavoro laboratoriale che mette insieme necessariamente teoria e pratica, un gruppo di studenti tutor particolarmente esperti provenienti dai corsi magistrali. 

Chi è Roberto SALBITANI

Nato a Padova nel 1945, Roberto Salbitani si impone negli anni Settanta come uno dei fotografi che ha  rinnovato la fotografia italiana. Sceglierà poi una strada di ricerca per molti versi faticosa e solitaria.La sua fotografia, di tono esistenziale, profondamente visionaria e introspettiva, presenta forti accenti critici nei riguardi dei valori e dei comportamenti omologati e conformisti che guidano la società contemporanea. Praticamente da sempre intreccia il suo lavoro fotografico con l’impegno come docente e con l’approfondimento delle tecniche di ripresa e stampa di cui è maestro.

Il tema costante del suo lavoro è il rapporto difficile tra l’uomo contemporaneo e l’ambiente distrutto e perduto. I capitoli più importanti della sua ricerca sono caratterizzati da lunghe narrazioni protratte nel tempo. La città invasa 1972-1984 è dedicato alla presenza aggressiva delle immagini, pubblicitarie e non, nella città contemporanea. Dalle mille e una notte (passate al cinema), 1973-1980, è un magico insieme di immagini tratte da film e fotografate al cinema.

Viaggio in terre sospese, 1975, racconta il viaggio e il paesaggio da un abitacolo di un’automobile. Il punto di vista del topo, 1990-1998, è un percorso fuori dalle strade principali in cerca dei segni dell’invasione della campagna da parte della citta.

Autismi, 1997-2006, gioca sulla centralità dell’automobile come simbolo del potere capace di creare  sull’uomo gravi forme di dipendenza. Infine Venezia. Circumnavigazioni e derive, 1971-2007 è un lungo poema dedicato alla sua città d’elezione, la città lagunare, composto di ricordi, sogni e visioni fuori dal tempo.

Le sue immagini sono conservate tra l’altro

Biblioteque Nationale, Paris
   

Museum of Modern Art, New York
   

Musee de la Photographie, Charleroi
  

Centro studi e Archivio della Comunicazione, Università di Parma
   

Art Museum, University of New Mexico, Albuquerque
  

The University of Wales, Aberystwyth, Wales
   

Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo
   

Museo Alinari della Fotografia, Firenze

Viterbo 22.4.2017

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