Way Out , prevenzione e contrasto della violenza di genere, come vincere la sfida del cambiamento

Chiara Tagliaferri e Michela Murgia

Si è concluso con grande partecipazione e intensità emotiva il progetto Way Out, un percorso dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere che, nel corso di un anno, ha attraversato scuole, comunità e spazi di confronto della provincia di Viterbo. L’evento finale, ospitato il 19 dicembre presso la Sala Proba Falconia di Orte, ha rappresentato non solo un momento di restituzione, ma soprattutto è  stata un’occasione di riflessione collettiva su quanto sia ancora necessario continuare a parlare, ascoltare e costruire consapevolezza.

Il progetto, coordinato da Lighthouse Languages, ha saputo coniugare formazione, cultura ed educazione, lavorando in stretta sinergia con il Centro Antiviolenza Erinna di Viterbo, partner dell’iniziativa e punto di riferimento da oltre vent’anni per le donne in percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Way Out ha scelto di operare anche in territori spesso considerati periferici, portando strumenti, linguaggi e occasioni di confronto là dove il silenzio rischia più facilmente di diventare normalità.

Durante l’anno, il progetto ha coinvolto numerose scuole secondarie di primo grado, tra cui Carbognano, Gallese, Castel Sant’Elia e Acquapendente, attraverso workshop educativi rivolti alle nuove generazioni, affiancati da incontri di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza e momenti di formazione dedicati al mondo del lavoro. Un percorso intenso, costruito passo dopo passo, che ha messo al centro l’importanza della prevenzione come responsabilità collettiva.

A rendere particolarmente significativo l’evento conclusivo è stata la partecipazione di Chiara Tagliaferri, scrittrice e co-autrice, insieme a Michela Murgia, del libro Morgana.(foto). Attraverso un dialogo aperto e profondo, la scrittrice Tagliaferri ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul potere delle narrazioni, sugli immaginari che plasmano il modo in cui guardiamo al femminile e sulle radici culturali della violenza di genere. Morgana è diventato così un punto di partenza per interrogarsi su stereotipi, ruoli imposti e possibilità di riscrittura, dimostrando come la cultura possa essere uno strumento fondamentale di prevenzione e cambiamento.

Il confronto, arricchito dagli interventi dei referenti del progetto e dal contributo del Centro Antiviolenza Erinna, ha dato vita a un dialogo partecipato, capace di coinvolgere la cittadinanza e di trasformare l’evento in uno spazio di ascolto autentico. Non un semplice momento celebrativo, ma un’occasione per fare il punto su ciò che Way Out ha generato: domande, consapevolezze, nuove alleanze.

Il successo del progetto risiede proprio nella sua capacità di tenere insieme educazione, cultura e territorio, valorizzando il lavoro di rete e riconoscendo il ruolo centrale delle realtà che quotidianamente operano sul campo. Per Lighthouse Languages, Way Out ha rappresentato un percorso di crescita e di acquisizione di nuove competenze, rafforzando l’impegno dell’associazione nella progettazione culturale e sociale. Per Erinna, il progetto ha confermato l’importanza di affiancare all’intervento diretto anche un lavoro costante di prevenzione e sensibilizzazione.

Way Out si chiude, ma lascia aperto uno spazio: quello della responsabilità condivisa e della necessità di continuare a investire in percorsi educativi e culturali capaci di contrastare la violenza di genere fin dalle sue radici. Un progetto che ha dimostrato come il cambiamento passi anche, e soprattutto, dalle parole, dalle relazioni e dalla volontà di non voltarsi dall’altra parte.

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