Viterbo capitale della cultura italiana: parte la nuova scommessa

foto by Megan Nanna

Viterbo si candida ufficialmente a Capitale italiana della cultura 2016-2017. Sarà un nuovo Rinascimento, una primavera viterbese: con queste parole di entusiasmo il sindaco Leonardo Michelini ha presentato alla stampa la candidatura della Città dei papi. “Bisogna puntare sull’innovazione e la creatività, esistono realtà che hanno fatto della cultura un motore economico e Viterbo potrebbe diventare come loro. Dobbiamo puntare in alto e possiamo farlo, facendo le cose in grande”. E’ stata definita come una scommessa con il futuro, soprattutto per dare futuro alle nuove generazioni, che attingendo dalla storia e puntando sull’ingegno creativo potranno trovare, nel territorio, nuova linfa vitale. “Al di là del risultato _ ha aggiunto il consigliere Antonio Delli Iaconi – essere arrivati alla presentazione del progetto è già una vittoria, perché mai come questa volta, personalità diverse hanno lavorato tutte unite per un unico obiettivo comune”

Tanti i nomi coinvolti (da Filippo Rossi a Francesco Mattioli, dal presidente della fondazione Carivit Mario Brutti a Gian Maria Cervo), Claudio Margottini ha illustrato le tantissime facce di questo progetto dal nome ”Viterbo, terra del dialogo, cammino della bellezza”.

Il logo composto dal nome Viterbo con la o finale rappresentata dalla goccia di google maps e il quadrifoglio del Palazzo dei Papi: un logo che testimonia come il passato e il futuro dell’innovazione creativa possono convivere. Oltre 30 progetti, già pronti e soprattutto già coperti finanziariamente, costituiscono il programma presentato per aderire al bando. Un mix di idee vecchie e nuove, accompagnato dal rilancio delle imprese locali, delle tradizioni viterbesi e da nuovi scambi culturali-internazionali. Un percorso difficile e ambizioso, sostenuto da numerose partenership, che punta ”ad avviare un secondo rinascimento, che possa farci diventare una degna Capitale della Cultura”.

Per Santa Rosa ci sarà un trasporto straordinario (c’è già l’ok del sodalizio), un nuovo museo interno/esterno con spazi virtuali e le ”Torri in piazza”, rappresentazioni della Macchina da sistemare in luoghi chiave di Viterbo. E poi un percorso nella storia etrusca e romana portato avanti dalla Sovrintendenza (anche qui con ricorso alle nuove tecnologie), una mostra dedicata alla città con l’arrivo a Viterbo delle opere di grandi pittori come Michelangelo, Raffaello e Tiziano, e un’altra esposizione dedicata invece al percorso della fede, con una mostra interattiva sulla via della Francigena e un innovativo progetto di ”street art” in collaborazione con il Google Art Institute.

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