“Vita nello spazio” un progetto di Unitus finanziato dall’Asi

di Luciano Costantini

Viterbo nello spazio. Non è il titolo dell’ultimo lungometraggio ambientato nelle galassie, ma la sintesi di un progetto di ricerca astrobiologica che vede come capofila l’università della Tuscia. Unitus che diventa “astronave scientifica” per le missioni future di esplorazione umana. Una enfatizzazione? Fantascienza? Tutt’altro. Perché l’ateneo viterbese si è aggiudicato il bando dell’Asi (Agenzia Spaziale Italiana) che è diventato un contratto complessivo di 3,5 milioni di euro, di cui 850.000 euro per la formazione del personale scientifico. Durata 36 mesi. Il che vuol dire che la ricerca entro tre anni, attraverso una serie di step, dovrà portare a chiarire se su altri corpi celesti esitono condizioni simili a quelle della terra ed entro quali limiti può esistere la vita terrestre. Insomma, se vi sono altri pianeti e dove e come la nostra esistenza terrena sia ancora possibile. Una impresa non da poco. Affidata ad un pool di docenti, guidato dal professor Silvano Onofri, ordinario del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, che sarà affiancato dal collega Raffaele Saladino, responsabile dell’unità di ricerca sulla chimica prebiotica. Unitus diventa così la capofila europea di tutte le varie realtà che da diversi punti di vista e a diverse latitudini si occupano di ricerca spaziale. “Un tema questo – sottolinea il Rettore, Alessandro Ruggieri – tornato di grande attualità. Per Viterbo si tratta anche di una novità assoluta, considerato l’imprinting di una città votata alla valorizzazione dei beni culturali”. Un mix di storia e di scienza. “La vera novità del nostro progetto – precisa il professor Silvano Onofri – è stata quella di creare un pool di studio, formato da periti di astrochimica, di astrofisica e di astrobiologia, con l’obiettivo di fare sintesi e tentare di accertare la possibile esistenza di tracce di vita su altri pianeti del nostro sistema solare. Ma non solo. Potremo anche studiare, per esempio, le possibili ricadute del sole e dei raggi ultravioletti sulla terra. In una parola, il progetto potrà anche migliorare le nostre attuali condizioni di vita”. Nel mirino del team scientifico il pianeta Titano, ma soprattutto Marte, non fosse altro perché in grado di sollecitare la fantasia di tutti. Il professor Onofri parla, ovviamente, da scienziato ed elenca i grandi passi in avanti che sono stati fatti nello studio del pianeta rosso. Non si pronuncia sui tempi di una prossima, possibile esplorazione dell’uomo anche se fa capire che non saranno biblici. Al termine della conferenza stampa, la domanda finale arriva scontata pure se magari può andare a cozzare con le certezze della scienza: ma lei crede che ci sia vita sugli altri pianeti? La risposta è in un sorriso e in due parole: “Probabilmente sì”.

 

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