Una Tosca super, malgrado il vento

di Vincenzo Ceniti   

Capita sempre così. Ce l’avevamo sotto gli occhi da secoli e non ce ne siamo mai accorti. Parliamo dell’”Arena dei Papi” (il nome è un auspicio) in piazza San Lorenzo a Viterbo dove s’è tenuta ieri sera tra fastidiose folate di vento una super edizione di Tosca allestita da Solti snc di Ermanno Fasano, in collaborazione con Actl  e diretta da Lorenzo Castriota Skanderbeg alla guida dell’orchestra sinfonica “Città di Grosseto”, solida e sicura in ogni reparto.  Buoni i suoi  fondamentali acquisiti a Santa Cecilia nella sezione degli ottoni.. Il ricordo più caro? “Il debutto a soli 24 anni in Slovenia con il Falstaff.  In  Tosca c’è poco da inventarsi in quanto Puccini come sua abitudine ha appuntato sullo spartito ogni minimo particolare”.

Platea  capiente (oltre 700 posti potenziali a sedere, ma ridotti dal Covid alla metà), in luogo appartato e silenzioso, dotato di ampi spazi per camerini e servizi (sala Alessandro IV), facilmente raggiungibile dal parcheggio di Faul tramite due ascensori che immettono direttamente nella piazza e palcoscenico stellato su fondali di conci secolari formato da Cattedrale, palazzo dei Papi e palazzo di Valentino della Pagnotta.  In verità abbiamo già assistito a generosi tentativi di utilizzare più volte il luogo per altri appuntamenti (non sempre appropriati), senza però un progetto organico e professionale. Oggi le prospettive potrebbero cambiare dopo aver assistito a Cavalleria Rusticana e Tosca.

Il regista del dramma pucciniano Guido Zamara ha utilizzato la scena con sapiente raziocinio ricavando con estrema semplicità i luoghi romani di  Sant’Andrea della Valle, palazzo Farnese e Castel Sant’Angelo. Gioco facile per il Te Deum con la chiesa alle spalle e per la fucilazione  con gli schioppi puntati su Cavaradossi, spalle al pubblico. Più complicato il salto mortale di Tosca nel Tevere  dal balconcino di peperino di fronte all’ingresso del Museo del Colle del Duomo risolto in modo altamente teatrale.

Gabrielle Mohulen,  originaria di Rotterdam, ha confermato doti vocali e sceniche che vengono da una lunga carriera iniziata nel 2007 quando ha debuttato al Regio di Torino nella parte di Giannetta dell’Elisir d’amore. Voce squillante,  dotata di personalità. Non grida, ma canta curando bene il fraseggio. Il suo accento convincente aderisce agli acuti con grazia e apprezzabile controllo. Dolce il “Vissi d’arte” sapientemente modulato nei “piano” .  Presenza scenica autorevole, credibile nei ripetuti e amorevoli  “a tu per tu” con il “bel Mario” e in quelli morbosi  con Scarpia anche se castigati dal Covid che impediva ogni contatto fisico.  Fortemente drammatica nel finale del secondo atto di fronte al cadavere del suo aguzzino. “Prediligo personaggi fortemente drammatici – ci ha detto – tipo Tosca (una grande donna) , Abigaille e lady Macbeth”.

Davide Ryu (Cavaradossi) di origine coreana viene dalla scuola di Raina Kabaivanska.Voce  imponente di ottima estensione con squillo virile teso al crescendo giustificato dalla giovane età.  Italiano da migliorare. Molto applauditi “Recondita armonia e  “E lucevan le stelle”. Il baritono Ho Joun Lee anch’esso coreano (Scarpia) è agli inizi della carriera ma è già saldo nel fraseggio e nel portamento.  Dimostra padronanza di voce e buona teatralità in un personaggio peraltro tra i più difficili e insidiosi del repertorio lirico italiano. I suoi “progetti”  di lussuria su Tosca, durante il Te Deum, sono “pensati” e cantati con colorita veemenza.

Nella altre parti: Stefano Rinaldi Miliani (Angelotti), Valerio Garzo (Sacrestano), Silvano Paolillo (Spoletta), Marco Cetra (Sciarrone e Carceriere).  Coro lirico dell’Umbria guidato da Sergio Briziarelli, Coro di voci bianche del Conservatorio F. Morlacchi diretto da Franco Radicchia. Non è usuale vedere in scena il giovane pastore nel  “Io de’ sospiri…”. Prolungati applausi a voci e orchestra.

L’”Arena dei Papi” è un esito del Covid che arricchisce la città di uno spazio esclusivo da utilizzare in futuro per stagioni liriche programmate con anticipo come avviene in altre città. Le premesse ci sono tutte. 

                                                                                                                          *Console Touring

Nella foto, un’immagine del Te Deum

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI