All’inizio di via San Pietro, a Viterbo, è situata l’ex chiesa di Sant’Orsola, una chiesa confraternale nel centro storico della città.
Come istituzione religiosa ha assunto un ruolo: venne realizzata per il volere della Congregazione omonima, nella metà del XVIII secolo. Inizialmente la Chiesa prese il nome di San Giovanni in Pietra. La Confraternita di Sant’Orsola riutilizzò la Chiesa nel 1574, aiutando le zitelle viterbesi, con assistenza ed istruzione. La Chiesa subì diverse trasformazioni, restauri e momenti di crisi, dovute alla scarsità delle entrate e alla poca partecipazione dei confratelli. Nel 1740, grazie all’eredità di Giacomo Crivellati, un confratello, si riuscì a ricostruire la Chiesa e l’oratorio. Il progetto di ricostruzione fu realizzato dell’architetto Francesco Ruggeri e approvato dal suo collega Nicola Salvi. Al termine dei lavori nel 1749, la Chiesa fu benedetta dal Vescovo di Viterbo Monsignor Alessandro degli Abbate. I problemi però, non si erano conclusi. Nel 1750, la struttura subì delle lesioni nell’architrave, che peggiorarono nel 1767. L’architetto Rocco Lucchi si occupò di risolvere i vari problemi strutturali dell’edificio. Nel 1776, ci fu la fine dei lavori per consolidare e restaurare facciata, architrave e muri laterali. Tra il 1817 e il 1820, ci fu il crollo del tetto dell’oratorio e la ricostruzione di esso. l’illustre passato lascia il posto ad un lento e inesorabile declino dell’istituzione religiosa, fino alla chiusura al culto nel 1823: da più di un secolo infatti la chiesa è dismessa come edificio sacro, malamente utilizzata per molto tempo e da diversi anni in abbandono. I continui lavori misero in crisi la Confraternita, che accumulò debiti e arretrati. Nel 1840, cessò di presentare la sua amministrazione all’autorità ecclesiastica. Nel 1892, la Confraternita passò i suoi beni alla Congregazione di Carità e nel 1927, chiude definitivamente al culto. Il parroco di San Leonardo, don Alceste Grandori, si occupò delle spese per i nuovi restauri nel 1932. Nel 1942, la chiesa e il corredo entrarono in possesso della parrocchia di Santa Maria Nuova. Nel 1997 si trasformò nella sede di un’associazione culturale, il Frisigello, che si occupa della manutenzione e della conversione dell’organismo in un centro polivalente. All’interno della Chiesa erano presenti anche 2 opere sacre che furono purtroppo rubate nel 2014, una di esse fu restaurata nel Settecento dal pittore viterbese Domenico Corvi oltre a uno stendardo processionale raffigurante le storie della santa.
I lavori di riqualificazione della ex chiesa di Sant’Orsola, a Viterbo nel quartiere medievale di San Pellegrino, in via San Pietro procedono spediti. Grazie ai fondi del Pnrr ammontanti a circa 706mila euro,l’edificio è destinato a diventere un auditorium per spettacoli musicali e convegni tornando a nuova vita.
Note: notizie tratte da Archivi Mauro Galeotti e Biblioteca Consorziale di Viterbo
L’autrice
Alessia Elena Stefanelli originaria della provincia di Latina, amante della musica, della storia e delle arti cinematografiche, è iscritta al corso di laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali L-1 presso l’Università della Tuscia di Viterbo.



























