Una Domus Romana e i suoi splendidi mosaici nella bassa Umbria

 C’è chi l’ha associata alla romana citata da Plinio il Vecchio, di certo è un insediamento che si formò sulla via Flaminia, nei pressi del municipio di oggi splendida area archeologica.
Una Domus Romana e i suoi splendidi mosaici, la presenza di Cisterne Romane (o vani per depositi di scorte alimentare) in via del Tribunale 60, o la presenza di mausolei come la cosiddetta Grotta degli Zingari: sono le vestigia che testimoniano delle origini antiche di questa splendida cittadina che oggi si presenta agli occhi nella sua veste più squisitamente medievale. In particolare, proprio in via Casventino, sono stati rinvenuti l’atrio con impluvium e alcuni vani ben conservati di una domus del I sec. d.C.
La meraviglia è data da due stupendi mosaici a motivi geometrici:
– Quello della stanza più piccola è una sorta di tappeto in cui al centro, fra pampini e grappoli d’uva, spicca un kantharos sulle cui anse sono posati due uccellini, il tutto in minutissime tessere di vario colore.
– Quello di quella più grande è decorato con un motivo costruito da una serie di dodici arcate in tessere anche queste di vario colore: il motivo riproduce forse la facciata di un portico o lo schema di un acquedotto, secondo una moda invalsa della decorazione delle case pompeiane, che si protrae nel primo secolo dell’impero.
I muri che dividono i vari ambienti, conservati per un’altezza limitata, presentano ancora qua e là tracce di differenti colorazioni nell’intonaco.
Torneranno dal prossimo mese di settembre a essere visitabili anche le cisterne.

Foto @diomedirita
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