Un parterre istituzionale sfaccettato racconta la polifonia di Quartieri dell’Arte 2018

“Il Festival Quartieri dell’Arte si conferma eccellenza dello spettacolo dal vivo della Regione Lazio e importante laboratorio culturale e formativo di livello europeo. Un luogo in cui si sviluppano cantieri creativi di lunga, media e breve durata. Le centinaia di artisti di 22 diverse nazionalità e provenienti da 4 continenti sono la prova di quanto seriamente questo Festival prenda il confronto tra una varietà di prospettive sociali e culturali, anche nella rivalutazione e nella riscoperta di tratti identitari del territorio in cui opera, ottenendo un sempre maggiore riscontro di pubblico e un progressivo allargamento delle audience”. La dichiarazione di apprezzamento è di Albino Ruberti, Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e descrive con efficacia e precisione il carattere internazionale e inclusivo di questa XXII edizione del Festival Quartieri dell’Arte.
Il parterre delle presenze istituzionali è stato molto variegato: Francesco Bigiotti, Sindaco di Bagnoregio e artefice del miracolo Civita a proposito del sostegno a QdA ha detto “Abbiamo investito risorse in cultura e comunicazione e ora l’intero pianeta conosce Civita di Bagnoregio” e ha messo in risalto il ruolo strategico della collaborazione con il Festival e l’Accademia di San Luca nelle politiche di promozione del rinomato borgo.
Il Sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti ha messo in evidenza la sinergia tra luoghi di pregio del territorio e Festival: “Abbiamo un ex convento che diamo in uso a Quartieri dell’Arte che lo utilizza a 360° con uno scambio e una contaminazione tra luogo e artisti che è davvero interessante”.
L’Ambasciatore del Benin in Italia Evelyn Togbe Olory, che si è fatta promotrice presso il Festival di una residenza di scambio culturale tra giovane artisti del Benin e giovani artisti italiani che si intersecherà con le produzioni sviluppate anche nell’ambito di EU Collective Plays!, il progetto di drammaturgia collettiva e polivocale co-finanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea ha dichiarato “questa iniziativa la possiamo collocare sotto il tema della speranza: la speranza che i giovani del mondo, oltre al dialogo che fanno sui social network inizino a parlare anche in modo un po’ più profondo”.
Monsignor Philip Whitmore, Rettore del Venerabile Collegio Inglese, il più antico archivio inglese del mondo al di fuori dell’Inghilterra, ha descritto l’avvincente storia della plurisecolare istituzione, in cui non mancano vicende di martirio che hanno portato alla canonizzazione di ben 10 santi. Un luogo ricco di documenti e testimonianze di questo passato che fanno del Collegio il partner ideale del Festival per l’evento “Reginald Pole, tra Michelangelo e Shakespeare” la prima sensazionale mostra sugli Spirituali a Viterbo che ospiterà scritti originali di Michelangelo e, tra le altre, opere di Tiziano e Marcello Venusti”. Come ha commentato Gian Maria Cervo direttore del Festival “è incredibile pensare che ancora oggi a Roma ci sia un luogo direttamente connesso al mondo e al teatro elisabettiano, dove sono passati i gradi drammaturghi-spia al servizio di Elisabetta I e il grande poeta puritano John Milton”.
Gianni Dessì, presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca, nata nel Cinquecento dal dibattito sulle arti tra Michelangelo Buonarroti e Benedetto Varchi, altro ente partner del Festival per la grande mostra che aprirà a Bagnoregio il 14 ottobre prossimo, ha detto di sentirsi in famiglia a Quartieri dell’Arte perché “ci ritroviamo con artisti, con persone che spendono la propria vita, spesso aiutati solo dalle loro vicinanze, perché i primi testimoni alle proprie vicende spesso sono gli artisti stessi. Il fatto che poi ricevano aiuti dalla comunità è un segno tangibile del riconoscimento attraverso cui passa la cultura. Se oggi siamo qua e parliamo questa lingua, se ci vestiamo in un certo modo, se immaginiamo e sogniamo nel modo in cui sogniamo lo dobbiamo anche all’avvicendarsi delle culture che ci hanno letteralmente formato”.
E in definitiva l’atteso evento di apertura di Quartieri dell’Arte previsto per il 26 agosto alle 20,00 a Civita di Bagnoregio, “And So My Face Became My Scar” (“E così il mio volto diventò cicatrice”) racconta esattamente il nostro rapporto con la cultura.
La stampa nazionale ha già salutato questa nuova edizione di Quartieri dell’Arte con pagine intere dedicate al Festival viterbese.
Il programma può essere consultato online al sito www.quartieridellarte.it o sulla pagina FB del Festival. Per info e prenotazioni ufficiostampaquartieridellarte@gmail.com .

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