Tribuna elettorale con i primi 4 candidati, Arena Ciambella Erbetti Taglia

Luciano Costantini

Premessa d’obbligo. Non è nelle corde e negli obiettivi di questa testata fare politica, ma poiché la vita, persino il pensiero, ha sempre un connotato politico, ci sembra doveroso ed imprescindibile entrare nell’agone del confronto perché è comunque in gioco il futuro prossimo di Viterbo. Che è veramente ciò che più ci sta a cuore, e sta a cuore ai cittadini. Palazzo dei Priori, alle cinque della sera di mercoledì 6 giugno , offre il primo confronto tra gli otto candidati alla immediata vigilia delle elezioni. Prima i quattro leader dei partiti nazionali; poi quelli dei movimenti e liste civiche. Partita tirata e primo tempo giocato a ritmi sostenuti. Arbitro imparziale, corretto e preparato Pasquale Bottone, direttore di Città Paese. Terreno di gioco, la Sala Consigliare. Sullo scanno più alto salgono a turno Giovanni Arena (Forza Italia), Luisa Ciambella (Pd), Massimo Erbetti (M5S) e Claudio Taglia (Casa Pound). Dodici minuti ciascuno per illustrare programma e rivelare sogni. I toni sono sempre moderati, perfino amichevoli. Per esempio, sostiene Arena: “La giunta Michelini è stata spesso paralizzata da conflitti interni e da un Pd spaccato come testimonia la presentazione di due liste, però non tutto va gettato alle ortiche, siamo pronti ad esaminare e prendere quello che di buono ci lascia. La priorità? Fare di Viterbo un’autentica città termale. Luglio e agosto lo passeremo a lavorare e dare nuovi stimoli al personale. Spero di poter vincere al primo turno”. La stessa speranza che nutre Luisa Ciambella, convinta di “aver messo su una squadra altamente competitiva, formata da tanti giovani”. “E poi – aggiunge -l’esperienza passata, fatta di gioie e dolori, sarà preziosa. Chi, sollecitando pericolose spinte populiste, promette lavoro fa cattiva propaganda. Io punterei sugli investimenti che possono garantire lo sviluppo della città”. Un obiettivo che evidentemente la passata compagine amministrativa ha fallito. “Era una squadra fatta per vincere ma non per governare”, ammette la ormai ex vice sindaco. Ora però c’è l’opportunità di riprovare. Spera pure in una vittoria, anzi ostenta grande sicurezza, Claudio Taglia, leader di Casa Pound: “L’11 giugno ci saranno delle sorprese anche perché la gente è stufa del teatrino della politica”. Se sarà ballottaggio, su chi cadrà la scelta? “La coalizione di centro-destra? Quale coalizione? Siamo seri, aspettiamo il responso delle urne”. La Viterbo del futuro? “La vorrei una città più sicura e meno degradata, a partire dalla sanità che è in pezzi e dalle infrastrutture il cui stato è sotto gli occhi di tutti”. Massimo Erbetti, numero uno di M5S, parla quasi da sindaco. E comunque è certo che il Movimento andrà al ballottaggio. “Pensiamo al reddito di cittadinanza da 500 euro, per coloro che reddito non hanno e a rivitalizzare il centro storico attraverso la riapertura di almeno 110 esercizi commerciali. E poi rivedremo il servizio pubblico dei rifiuti, che dovrà essere riaffidato al Comune. Come sogno Viterbo? Più equa, più pulita, più felice”. Alle 5 della tarde di giovedì 7 secondo round con i quattro candidati delle liste civiche: Paola Celletti (Lavoro e Beni Comuni), Chiara Frontini (Movimento 2020), Filippo Rossi (Viva Viterbo), Francesco Serra (Viterbo dei cittadini e impegno comune).

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