Teatro amatoriale.”Oh Dio Mio”! Di Anat Gov al San Leonardo

L’appuntamento è per questa domenica 1 novembre alle ore 17.30 al Teatro San Leonardo lo spettacolo concorre al Festival Internazionale XX Premio Città di Viterbo, iniziato il 27 settembre scorso, si concluderà con la designazione del vincitore il prossimo 28 novembre.
Un bel testo atipico e pervaso da umorismo sagace rappresenta più di una sfida per il gruppo Claet di Palombina (Ancona).
Un Dio umano, anzi troppo umano, spiritosamente yiddish, alla ricerca disperata del senso della vita.
La psicologa Ella, il suo nome in ebraico significa Quercia, riceve una telefonata da un misterioso cliente, il signor D., bisognoso di un consulto urgente, così inizia ” Oh Dio mio” il surreale e intelligente testo della drammaturga israeliana Anat Gov che rappresenta la prossima fatica del Claet.
Ilaria Verdini, miscredente e single alle prese con la figlia Lia, Simona Paolella, autistica e chitarrista compulsiva, si trova suo malgrado, a dover fare fronte alle problematiche dell’Onnipotente, in preda, alla tenera età di 5773 anni, a crisi depressive, paura dell’abbandono e voglia insana di spazzare via il cosmo in un nuovo e definitivo diluvio universale.
La psiche del Padre Eterno, di professione “artista” è in frantumi.
Diego Ciarloni che firma anche la regia stavolta è alle prese con il Personaggio per eccellenza: un Dio decisamente simpatico, dispettoso, pentito amaramente di aver creato l’uomo e presuntuoso all’inverosimile come recita il primo comandamento: “Non avrai altro Dio all’ infuori di me”.
Spaesamento, fragilità, si alternano alla rilettura tragicomica del Vecchio Testamento in un botta e risposta che con levità e sottile umorismo affronta concetti profondi, con quell’idiota” di Adamo concepito dall’ entità suprema per essere il suo migliore amico e aiutarlo a gestire la terra, finito invece a fare il cicisbeo con Eva, Caino che uccide Abele per caso, per non parlare del povero Giobbe causa dell’inizio della débâcle divina.
Non è facile per Ella tracciare il profilo psicologico di uno che è orfano dalla nascita, non ci sono genitori con cui prendersela, che vessa chi ama.
La verità è che Dio è malato da ormai 2000 anni e ha purtroppo abbandonato la sua sublime creazione al libero arbitrio degli uomini.
Solo l’amore può guarirlo, quello che lo ha spinto a plasmare un tale ambaradan chiamato mondo, ma che non riesce a percepire come sentimento vero.
Sono gli uomini adesso a soffrire del delirio di onnipotenza, essendo sempre più a sua immagine e somiglianza, a lui per andare avanti rimane solo di essere solidale e supportarli nella loro imperfezione.

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