Sportello Donna: fondi per l’imprenditoria femminile

lavoro femminile

Presentato il progetto regionale Sportello Donna che partirà dalla provincia di Viterbo nell’ambito del “Programma Intesa 2012”, dedicato alla conciliazione vita e lavoro con l’obiettivo di sperimentare servizi a sostegno dell’occupazione femminile.

Per questa misura sono stati stanziati a livello regionale 700mila euro, di cui: 550mila euro destinati alle nuove micro imprese femminili,  da costituire; 110mila euro per quelle costituite da meno di due anni; 40 mila euro per il rimborso delle spese di tutoraggio che sarà svolto proprio attraverso i CIF nell’ambito di uno Sportello all’interno della Camera di Commercio che offrirà anche un servizio di promozione e informazione dell’iniziativa.

A sua volta tale progetto regionale è inserito all’interno di fondi stanziati di circa 1 milione e 290mila euro  dal Dipartimento Nazionale Pari Opportunità, i cui avvisi usciranno nel mese di febbraio.

“Credo molto in questo Programma nazionale che intende favorire l’imprenditoria femminile – ha dichiarato l’assessore Valente – che mette in campo finanziamenti per sostenere coloro che per la prima volta si mettono in gioco e non sono già esperte imprenditrici. Diventare imprenditrici – ha continuato l’Assessore – vuol dire prendersi dei rischi e noi come Istituzione vogliamo stare accanto a chi decide di intraprendere questa sfida. Dobbiamo farlo tutti insieme perché  le politiche elaborate a livello regionale camminano grazie ai territori. E solo seguendo passo dopo passo chi vuole fondare una nuova impresa, ci aiuterà a capire dove è meglio investire ed evitare la mortalità delle nuove imprese”.

Sportello Donna rappresenta una grande risorsa per il nostro territorio soprattutto quando le imprese femminili sono una quota importante, circa oltre diecimila realtà, un dato superiore alla media regionale e nazionale. “Questo progetto- come espresso da Serenella Papalini, presidente del Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria femminile (CIF) –  è nato dalla consapevolezza che c’è ancora molto da fare a ogni livello: culturale, sociale, professionale. Le attività svolte nei mesi scorsi dal Comitato, tra cui i tre Open Day, ci hanno permesso di cogliere le diverse esigenze delle donne del nostro territorio che vanno dalle giovani, piene di energia ma che rimangono smarrite di fronte ai tanti ostacoli da superare, alle cinquantenni che si devono reinventare un mestiere, un ruolo, una vita e non sanno davvero da che parte cominciare. Io credo che il punto di partenza debba essere la relazione, il contatto umano, e lo Sportello Donna possa costituire un punto certo su cui contare da cui partire o ripartire”.

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