Situazione critica a Fabrica di Roma, l’esasperazione di un residente

Riceviamo e pubblichiamo

Da cittadino di Fabrica di Roma, oggi mi trovo a scrivere con un senso di esasperazione che ormai è diventato parte della nostra quotidianità.

Viviamo intrappolati in una spirale di disservizi gravi che ci rende, giorno dopo giorno, prigionieri di un sistema che sembra ignorare completamente le esigenze reali della popolazione.
Tra Talete ed Enel, la nostra vita quotidiana è diventata un percorso a ostacoli, fatto di interruzioni, disagi e una crescente sensazione di abbandono.
Anche oggi, sabato 8 agosto, alle ore 12.20, la corrente elettrica è saltata. Un evento non isolato che potrebbe sembrare minimo altrove, ma che qui scatena un effetto domino devastante: l’assenza immediata di acqua potabile dai rubinetti.
I pozzi e le pompe dell’acquedotto dipendono dall’energia elettrica, e quando questa viene meno, tutto il sistema collassa.
E mentre fuori le temperature sfiorano i 40 gradi, mentre le case diventano forni e l’aria si fa irrespirabile, noi cittadini ci ritroviamo senza condizionatori, senza ventilazione, senza acqua. Una condizione che non è solo scomoda: è pericolosa, soprattutto per chi vive in situazioni fragili, per i bambini, per gli anziani, per chi ha problemi di salute seri.
Siamo arrivati all’esasperazione.
Ci sentiamo non solo trascurati, ma addirittura traditi e abbandonati da un sistema che dovrebbe tutelarci e che invece ci espone a rischi continui. Parliamo di beni essenziali, di servizi vitali, di elementi fondamentali per la salute e la qualità della vita. Eppure, ogni volta che la corrente salta, ogni volta che l’acqua scompare, ogni volta che restiamo in balia degli eventi, sembra che nessuno si assuma la responsabilità di proteggerci e di risolvere tutto ciò.
Oggi non sto semplicemente raccontando un disagio: sto denunciando una condizione che non è più tollerabile.
Fabrica di Roma e la sua gente meritano rispetto, meritano stabilità, meritano servizi funzionanti e meritano risposte. Non possiamo continuare a vivere così, sospesi tra un blackout e un rubinetto asciutto, come se fosse normale.
Perché quando l’essenziale viene meno, non è solo un disservizio: è un affronto alla dignità e ai diritti di un intero paese.
Massimiliano Gualdi
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