Siria, la rivoluzione pacifica delle donne in bicicletta

La bici per le donne siriane è oggi una testimonianza di reale volontà di cambiamento.Le due ruote possono servire per combattere incredibili battaglie, avviare processi democratici, smontare l’ordine tradizionale delle cose, contribuire a rendere l’aria più respirabile.
La prima biciclettata organizzata nel 2014 ha avuto 800 partecipanti; l’anno successivo erano 1.270 e alla terza 4mila. “Siamo anche riusciti ad ottenere la costruzione di piste ciclabili e di parcheggi per le bici, oltre che la restituzione di bici confiscate nel 2015 per motivi di sicurezza”, racconta l’associazione promotrice Yalla Let’s Bike (forza, andiamo in bici). L’esperienza di Yalla Let’s Bike ha anche varcato i confini della Siria ed è stata presentata al recente Forum mondiale della democrazia a Strasburgo e alla Cop24 a Katowice è stato riconosciuto anche il significato ambientale “La sicurezza è ancora un problema a Damasco, ma questo non ci ferma: vogliamo cercare di trovare il meglio anche in questa situazione. La guerra genera inevitabilmente dei cambiamenti e allora vogliamo che siano quelli giusti. Ad esempio promuovendo consapevolezza rispetto al tema della parità di genere”.

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