Simone Farroni, medico in servizio nei reparti Covid della capitale: “Siamo ancora in pandemia”

“Siamo ancora in piena pandemia”. Il dottor Simone Farroni, in servizio nei reparti Covid della capitale, intervistato allo stabilimento Gravisca, invita al senso di responsabilità e alla massima cautela.

“Il prolungato stato dell’emergenza sanitaria – aggiunge il giovane medico tarquiniese – sta facendo abbassare l’attenzione della popolazione. I comportamenti da tenere per la propria e altrui salute stanno, purtroppo, lentamente scemando. Non si indossano le mascherine o quando avviene non lo si fa nel modo corretto, non si usano le soluzioni alcoliche presenti agli ingressi dei locali pubblici, non si rispetta il distanziamento e quindi è facile contrarre l’infezione. Lo dico per esperienza diretta, lavorando in un reparto Covid della capitale. La pandemia è ancora in atto e potrebbero emergere varianti molto pericolose. I no vax? I dati parlano da soli: lavorando in un pronto soccorso Covid le persone vaccinate scoprono di aver contratto il virus solo dopo essere arrivate in ospedale in seguito a un trauma, una frattura, un incidente (il tampone lo si fa per prassi). Dopo pochi giorni l’infezione sparisce senza problemi. Per quanto riguarda invece i no vax o comunque tutte quelle persone che per qualsiasi motivo non hanno potuto o voluto mettere in atto questo fondamentale tipo di protezione, in ingresso in ospedale, presentano gravi polmoniti, gravi infezioni, un quadro clinico molto delicato. Il mio invito è fare attenzione a chi non è ancora vaccinato: correre un rischio così grave per delle scelte che io reputo discutibili, non ne vale la pena. Anche perché il vaccino è facilmente reperibile, non ha nessun costo essendo totalmente gratis. E anzi, proprio in questa direzione – conclude Simone Farroni – rispetto ad alcuni post presenti, attraverso i social network, non solo cerco di informare la comunità web pubblicando articoli sul punto che hanno una rispondenza scientifica ma diffido su improbabili siti che non hanno alcuna valenza medico-sanitaria”.

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