Shiva Baby di Emma Seligman, racconto ironico sulla chimera delle nuove generazioni

Di Nicole Chiassarini

Shiva Baby è il lungometraggio d’esordio della regista e sceneggiatrice canadese Emma Seligman, uscito il 12 giugno sulla piattaforma cinematografica Mubi.

Danielle è una giovane universitaria newyorkese vicina alla laurea che non ha ancora deciso cosa fare del proprio futuro. Si trova oppressa da un contesto familiare e sociale controllante come può essere quello di una comunità ebraica molto unita. Per ribellarsi a ciò, Danielle pratica occasionalmente la prostituzione.

In occasione di una celebrazione funeraria di uno Shiva amico di famiglia al quale accetta di partecipare seppur in maniera piuttosto riluttante, Danielle, precipita velocemente in una paranoica spirale di recriminazioni e incubi del passato che si impersonificano in amici, parenti, amanti, “clienti” sotto l’occhio implacabile di una comunità parentale giudicante e, soprattutto, molto invadente. Il film pertanto si concentra sul disorientamento della protagonista di fronte alle domande degli invitati circa il suo futuro.

Shiva Baby è un film a metà fra il grottesco e il dramma. Anche se il cinismo di alcune battute e il finale lasciano presupporre si tratti una commedia, c’è un forte desiderio da parte della regista emergente di creare un senso introspettivo nella pellicola. In tal senso, Seligman ci propone un viaggio lungo un tema che per molti giovani rappresenta una chimera: il futuro.

Così, con Shiva Baby, Emma Seligman scrive e firma un ben riuscito debutto cinematografico, sfruttando sapientemente le potenzialità comiche di un contesto sociale tanto conformista come quello ebraico americano. Si abbina perfettamente la scenografia, la quali ci propone una casa opprimente, dove ogni stanza è più claustrofobica di quella prima. Allo stesso modo, la colonna sonora di Ariel Marx è perfetta, capace di enfatizzare la tensione e facendoci immergere pienamente in ogni scena.

Shiva baby è anche una pellicola che ci racconta quanto ancora le potenzialità femminili siano limitate e di quello che è il prezzo taciuto del far parte di un contesto sociale apparentemente privilegiato, ma in realtà conformista. Un’opera che riesce a rappresenta a pieno le grandi difficoltà contemporanee dell’universo femminile nell’affermare il senso del proprio destino. Un concentrato di aspettative e pressioni, per nulla velate, che possono condurre una giovane donna (così come un giovane uomo) a smarrire il senso del proprio destino.

Shiva Baby, film esordio della canadese Emma Seligman, porta lo spettatore in una narrazione ironica, claustrofobica ed esilarante. Il racconto dell’orrore che può essere la vita di una ventenne di oggi, con enormi pressioni sociali e imprescindibili necessità di visibilità. Il film attualmente è disponibile sulla piattaforma streaming digitale Mubi con accesso da Amazon Prime Video.

 

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