“Arco – Un’amicizia per salvare il futuro”, un film d’animazione che ci permette d’immaginare un domani diverso

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Arco – Un’amicizia per salvare il futuro,il film di fresca uscita nelle Sale (dal 12 marzo), è stato presentato al Festival di Cannes 2025 nella sezione “Séances Spéciales”, è entrato nella cinquina degli Academy Awards come candidato all’Oscar 2026 per il miglior film d’animazione e ha conquistato sia il César sia il prestigioso Cristal per il miglior lungometraggio al Festival Internazionale del film d’animazione di Annecy 2025.

Un film che parla di futuro, ma lo fa articolandosi su due epoche distinte. Da un lato c’è un tempo lontanissimo, collocabile attorno all’anno 3000: un mondo sospeso nel cielo, sopra le nuvole, organizzato su piattaforme ecosostenibili sorrette da strutture che richiamano la forma di alberi. In questo scenario vive Arco, un bambino curioso e impulsivo, cresciuto in una società futura affascinante e visionaria che sembra aver trovato un equilibrio quasi ideale fra tecnologia e natura.

Dall’altro lato c’è il 2075, un’epoca molto più assimilabile a noi e, proprio per questo, inquietantemente familiare dove vive Iris, una bambina di dieci anni determinata e sensibile. In questo tempo il pianeta porta i segni evidenti delle crisi ambientali: incendi frequenti, un cielo meno protettivo, un buco dell’ozono che incombe come una ferita ancora aperta.

Se il 3000 rappresenta un’ipotesi di rinascita, il 2075 è la proiezione diretta delle nostre responsabilità, un domani che nasce dalle crepe del nostro oggi. Mentre Arco deve imparare che ogni scelta ha delle conseguenze, Iris è costretta a confrontarsi con un futuro che rischia di essere già scritto. In questo scambio il film trova la sua anima più sincera, trasformando l’amicizia tra i due in una riflessione sul cambiamento e sulla possibilità di immaginare un domani diverso.

Arco è un film bello da vedere  dove il tratto fumettistico del regista realizza  un universo visivo stratificato e poetico, attraversato da colori vibranti e da una luce che diventa parte integrante della narrazione. Ogni inquadratura sembra una tavola illustrata che prende vita, capace di restituire insieme lo stupore di uno sguardo infantile e la consapevolezza adulta, trascinando lo spettatore dentro un immaginario che non smette di sorprendere.

Un film dove trapela  chiaramente il talento del trentottenne regista francese in cui allo spettatore adulto o bambino che sia arriva l’emozione e pure la commozione.

 

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