Scrittori in Tuscia, nel suggestivo cortile del Palazzo Baronale di Sipicciano

Nell’ambito dell’ ESTATE GRAFFIGNANESE, Scrittori in Tuscia, sabato 22 agosto alle ore 18.30
nel suggestivo cortile del Palazzo Baronale di Sipicciano, verrà presentato il libro “Le terre di nessuno” di Antonio Arévalo. Una raccolta poetica di Antonio Arévalo – artista a tutto tondo, considerato uno dei maggiori intellettuali della cultura cilena (e sudamericana) contemporanea – che racchiude i versi scritti tra il 1980 e il 2016. l’autore e il curatore dell’evento Maurizio Piccirilli.
Durante la presentazione l’attrice Francesca Fenati leggerà alcuni poesia.

L’Autore: 

Antonio Arévalo è nato a Santiago del Cile nel 1958. A soli sedici anni abbandona il paese in seguito al colpo di stato del generale Augusto Pinochet. Da questa esperienza dolorosa e senza ritorno è nata una letteratura cilena del destierro, una vocazione alla scrittura che negli anni si è andata emancipando dalle istanze più politiche e compromesse, affrontando i temi più disparati e raggiungendo un livello di maturazione e successo riconosciuti su scala mondiale, di cui l’espressione più compiuta è probabilmente rappresentata da Roberto Bolaño. Proprio l’autore di 2666, peraltro, è stato tra i primi scrittori della diaspora cilena in Europa con cui Antonio Arévalo ha stretto amicizia e condiviso l’esperienza lirica. Giunto a Roma nel marzo del 1975, Antonio si lega fin da subito al folto gruppo di scrittori e artisti ispanici che risiedono nella città eterna, da Hernan Castellano Giron, Eugenio Llona, Rosalba Campra, Ignazio Delogu, Giuliano Mesa, Francisco Smythe, Paulina Humerez e a i “grandi vecchi” come Rafael Alberti e Roberto Matta. Accanto all’attività poetica, infatti, fin dagli anni ottanta ha lavorato nel mondo dell’arte contemporanea come curatore di importanti esposizioni che in buona parte hanno lasciato il segno. Arévalo ha avuto dunque negli anni un ruolo di primo piano nella promozione della cultura iberoamericana in Italia (e viceversa), e in quest’ambito si colloca anche il suo impegno pluriennale presso l’Istituto Italo-Latino Americano di Roma (2003-2009) e soprattutto presso la prestigiosa Biennale di Venezia, dove dal 2001 in avanti è stato in più occasioni Commissario del Padiglione del Cile e dove negli anni successivi ha saputo far conoscere alcuni tra i migliori artisti sulla scena internazionale.
Nel 2014 è stato nominato Addetto culturale del Cile in Italia, attività che ha portato avanti fino a marzo del 2018.

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